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Perchè Joan Mir ha meritato il Mondiale

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Fonte immagine: Twimg

Joan Mir è il nuovo campione del mondo della classe MotoGP. È lui il successore di Marc Marquez, che ha dovuto guardare in TV tutta questa stagione, che pazza lo era di suo visto che è iniziata con diversi mesi di ritardo a causa dell’emergenza Covid. Ma pazza lo è diventata ancor di più, a causa di un campionato che – come avevamo scritto qualche settimana – nessuno sembrava voler vincere con una certa convinzione.

Si è fatto ben presto da parte Fabio Quartararo, dominatore delle prime due gare a Jerez de la Frontera e capace di portare a casa poco meno di 100 punti in undici gare. Davvero una miseria per quello che ha sempre avuto le stimmate del predestinato. Ma si è fatto da parte anche un Andrea Dovizioso per nulla ispirato dopo la notizia del suo addio alla Ducati. Gli ultimi a farsi da parte sono stati Alex Rins, compagno di box di Mir, e Franco Morbidelli, davvero l’ultimo a mollare.

La costanza al potere

E dire che l’inizio di stagione di Joan Mir era stato da galleria degli orrori. Due ritiri nelle prime tre gare, ovvero quella del debutto a Jerez e la terza della stagione, sull’asfalto di Brno. In mezzo un quinto posto nel re-match in terra andalusa. Insomma, anche quest’anno sembrava che la Suzuki non riuscisse a portare un suo alfiere sul tetto del mondo. Ma da allora, dopo le prime tre gare da dimenticare, qualcosa è cambiato.

È stato dalla quarta gara, quella corsa a Zeltweg, che Mir ha cambiato marcia in maniera definitiva. Un secondo posto che ha fatto un gran morale per lo spagnolo, che ha dovuto arrendersi a un Dovizioso da sempre in stato di grazia sul circuito austriaco. Anche perché nel frattempo è cresciuta la consapevolezza della coppia di piloti a disposizione di Davide Brivio, un autentico Re Mida delle due ruote dopo le stagioni con Valentino Rossi.

Una corsa continua

E così, dopo il primo podio stagionale, Joan Mir ha iniziato un altro campionato. Il tutto mentre Quartararo iniziava ad arrancare dopo la doppia vittoria iniziale, Dovizioso tornava nel suo triste anonimato dopo l’acuto austriaco e Morbidelli provava a salire, ma senza eccessiva continuità. A Mir mancava solo la vittoria, ma arrivavano tanti piazzamenti: quarto nel bis di Zeltweg, terzo e secondo a Misano, ancora secondo a Barcellona.

L’unica stecca è arrivata nella pazza gara di Le Mans, in cui Mir è riuscito comunque a non andare per terra a differenza dei suoi rivali. Per poi mettere la ciliegina sulla torta. Terzo posto in entrambe le gare corse ad Aragon, poi la bellissima vittoria nella prima delle due gare di Valencia, quella che gli ha dato lo sprint decisivo. E poi l’arrivo in parata, mentre un super Morbidelli portava a casa una grande vittoria.

E ora provate a tirarlo giù da lassù, Joan Mir…

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