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CURIOSITÀ: perché gli juventini sono soprannominati “Gobbi”?

La storia che sta dietro al nomignolo attribuito ai bianconeri, diventato celebre fra gli sfottò

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Fonte immagine: Instagram

Fra le cose che animano maggiormente il tifo nel mondo del calcio troviamo lo sfottò, comune principalmente tra quelle frange di tifoserie che non si sprecano a disprezzare simpaticamente quelle rivali. 

Di sfottò, nel calcio italiano, ne conosciamo di ogni tipo: il più comune riguarda la Juventus, la squadra più vincente e tifata nel nostro paese, che si porta inevitabilmente dietro qualche antipatia.

JUVENTINI “GOBBI”: LE PRIME ORIGINI

Un nominativo che avrete sentito spesso, nei social e probabilmente pure dentro uno stadio, è quello di “gobbo”, rivolto principalmente al tifoso bianconero. Ma da dove nasce questo appellativo?

C’è chi ritiene abbia avuto origine nei primi anni del Novecento, come fa notare il giornalista di Mediaset Beppe Gandolfo, tramite diverse ipotesi: una è quella secondo cui il termine “gobbo” sia riferito alla gobba di un anziano che, se toccata, porta fortuna (la stessa che, a detta delle rivali, ha permesso ai bianconeri di vincere tanto in Italia). Inoltre, sempre il giornalista, pone l’attenzione su un aspetto linguistico: infatti la terminologia piemontese “goeba”, può voler significare, oltre a “gobba”, anche “zebra”, animale divenuto simbolo della squadra dopo aver adottato le maglie bianconere nel 1903.

L’APICE NEGLI ANNI ‘50

Tuttavia, c’è chi ritiene che lo sfottò sia sfociato in tutta la sua essenza attorno agli anni Cinquanta, quando la Juventus fu la prima squadra in Italia ad adottare una divisa larga, con colletto a “V”. Questa tipologia di divisa faceva sì che, durante la corsa, si alzasse la maglietta dei calciatori da dietro, dando loro una figura da gobbi dalle tribune. I primi a fare notare questa peculiarità furono i tifosi rivali del Torino, che furono anche i primi ad avvalersi di questo sfottò. 

Inoltre, sempre dai cugini granata, arriva un’altra ipotesi più folkloristica, legata principalmente al “Grande Torino”: Valentino Mazzola, capitano di quella leggendaria squadra, surclassava spesso a suon di gol i bianconeri, diventati nel frattempo gobbi a furia di inchinarsi per la resa. 

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SFOTTÒ O MOTIVO DI ORGOGLIO?

Nonostante sia utilizzata per disprezzare i tifosi e i calciatori, la terminologia “gobbi” è tuttora adottata orgogliosamente dagli stessi bianconeri, convinti che l’appellativo possa assumere anche significati positivi: il fatto che ai giocatori si alzasse la maglietta da dietro, ad esempio, poteva anche significare che essi erano molto veloci, quindi imprendibili per gli avversari. In aggiunta, i tifosi di Madama hanno dato vita ad un altro significato stravagante, secondo cui la gobba bianconera è nata a furia di guardare dall’alto verso il basso le dirette rivali, sempre dietro in classifica.

Tutti questi aspetti, positivi e negativi, hanno fatto in modo che la terminologia riscuotesse successo in ogni frangia di tifoseria italiana. 

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