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Percassi attacca: “L’Italia è un Paese vecchio”

Bordata del patron dell’Atalanta

Percassi: dichiarazioni sull'Atalanta
Fonte immagine: *Pagina Instagram b_linkismo

Antonio Percassi pone ancora una volta l’accento sul grande lavoro fin qui svolto in casa Atalanta. Il patron della formazione nerazzurra ne ha parlato ai colleghi de Il Giornale: “L’Atalanta come squadra di calcio si è ritagliata il suo spazio nell’ambito internazionale con un progetto tecnico ed economico sostenibile. Piedi per terra, sempre. Aver raggiunto i quarti di finale di Europa League è un risultato straordinario per la squadra e la città. Dimenticarsi da dove siamo partiti, però, significa farsi del male”.

Inevitabile parlare anche della debacle della Nazionale, che dopo la sconfitta contro la Macedonia del Nord ha mancato la qualificazione ai Mondiali: “Non siamo certo gli unici a investire nel settore giovanile ma sicuramente siamo stati fra i primi a sposare la filosofia legata al lancio dei giovani talenti. Abbiamo sempre lavorato con cura e attenzione, anche sul piano umano. Purtroppo la Nazionale non giocherà i Mondiali, ma è stata sfortunata. Il dramma non è legato ai risultati ma al ricambio generazionale. Siamo un paese molto vecchio”.

Percassi e l’economia del calcio

Quello attuale è un momento delicato per l’economia del calcio. Percassi prova a percorrere le ultime tappe prima del crollo: “Il mercato internazionale soffre. L’economia ha subito prima la pandemia e poi la guerra. A farne e spese sono tutti i settori. Credo che possedere uno stadio sia fondamentale. Tutti i top club hanno asset immobiliari importanti alla base della loro solidità finanziaria.  In questo senso i dirigenti di Inter e Milan stanno compiendo le scelte più opportune per le squadre, i tifosi e la città di Milano”.

Proprio il riferimento a Inter e Milan per lo stadio è il segnale del fatto che qualcosa debba cambiare. Ma occorrono degli accorgimenti: “Credo però che sia fondamentale semplificare e sburocratizzare il sistema. Oggi in Italia ogni progetto ha bisogno di almeno 10 anni per passare dalla carta alla realtà. Capisco che si cerchino garanzie ma è altrettanto innegabile che il mondo corre a velocità doppia e ogni giorno perdiamo in competitività e forza sul mercato”.

Chissà che non arrivi presto questa svolta…

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Cammuca

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Fonte immagine: *Pagina Instagram b_linkismo