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Paulo Fonseca: “Mia moglie piange ancora per le esplosioni”

Il racconto dell’allenatore portoghese

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Fonte immagine: Profilo Instagram @paulofonseca_oficial

Paulo Fonseca torna a raccontare i momenti terribili che ha vissuto insieme alla sua famiglia nei giorni scorsi. Il tecnico portoghese è stato costretto a prendere la via della fuga dall’Ucraina per via degli attacchi barbarici da parte dei soldati russi: “Quello che si sta facendo è importante, ma non è sufficiente: l’Europa e gli Stati Uniti, militarmente, stanno lasciando sola l’Ucraina. Invece dobbiamo fermare il mostro”.

L’ex allenatore della Roma ha fatto capire chiaramente quanto sarà difficile gestire la situazione, se si lascerà troppo spazio alle idee di Vladimir Putin: “È vero che hanno l’atomica, ma stiamo lasciando diventare Putin troppo forte, perché lui sente la paura della comunità internazionale. Eppure, se non si ferma adesso, sarà più difficile farlo dopo. Il peggio deve ancora arrivare. Anche le centrali nucleari sono un problema. Con questo uomo non sappiamo mai quello che può succedere”.

La paura della famiglia di Fonseca

Fonseca ha raccontato il momento in cui è stata organizzata la fuga insieme allo Shakhtar Donetsk: “Era il 24 febbraio e dovevo partire alle 10 per il Portogallo con la famiglia, quando alle 4.30 abbiamo sentito cadere le prime bombe. Ci siamo spaventati. Il mio amico Srna mi ha invitato ad andare all’hotel dove c’era la squadra. Ci siamo rifugiati in un bunker. C’era De Zerbi, i brasiliani con le famiglie. I bambini dormivano per terra nei sacchi a pelo. Avevamo paura. Poi la mia ambasciata ha organizzato un mini-van e siamo partiti verso la Moldova”.

Il tecnico portoghese ha fatto capire che la paura e i traumi sono ancora palpabili in famiglia, nonostante le bombe ora siano lontane migliaia di chilometri: “Solo quando sono arrivato al confine con la Romania ho cominciato a rilassarmi, ma si fa per dire. Mia moglie piange in continuazione, perché abbiamo amici e parenti in tutta l’Ucraina. Ora, tramite la mia federazione, sono diventato ambasciatore per la pace e ci adoperiamo per trovare alloggio, lavoro e scuola ai profughi”.

Una situazione terribile, che nessuno dovrebbe mai vivere.

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Fonte immagine: Profilo Instagram @paulofonseca_oficial