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Tour de France, al via l’edizione più assurda di sempre

Fonte immagine: Wikipedia Commons

Finalmente anche il ciclismo ce l’ha fatta a ripartire. Lo ha fatto non senza difficoltà, vista la lunga attesa per trovare un accordo sulle date. E lo ha fatto non senza provare un po’ di paura, visti gli incidenti che hanno coinvolto Fabio Jakobsen al Giro di Polonia e soprattutto Remco Evenepoel alla Milano-Sanremo. Ma ora le ruote sono tornate finalmente a girare con regolarità, soprattutto in vista di un appuntamento molto importante.

Quello appena trascorso è stato soprattutto il weekend del via ufficiale del Tour de France. Un’edizione senza dubbio particolare, quella della Grande Boucle che sulla carta terminerà tra tre settimane, con il consueto arrivo sugli Champs-Elysees di Parigi. Senza dubbio si tratta di un Tour strano, anche perché è il primo dopo diversi anni in cui non si uscirà dai confini transalpini, vista la situazione del Covid.

Ma sarà un Tour particolare anche perché mancheranno i vincitori di cinque delle ultime sette edizioni, ovvero Chris Froome e Geraint Thomas. I due, trionfatori sulle strade transalpine quando ancora esisteva il Team Sky, sono stati lasciati fuori dalle convocazioni del loro Team Ineos. Ma la punta di diamante del Tour correrà proprio per questa squadra e risponde al nome di Egan Bernal, vincitore nell’edizione 2019.

Tuttavia, è stata proprio la squadra guidata dal colombiano a far trapelare le proprie preoccupazioni in merito alla disputa della Grande Boucle. Queste sono le parole del general manager, David Brailsford: “Si proverà ad arrivare fino a Parigi, ma nessuno oggi può prevedere cosa succederà. Se a un certo punto il rischio per i corridori e le squadre sarà elevato, è necessario tenerne conto con responsabilità. Molte misure sono state prese dagli organizzatori per ridurre al minimo i rischi”.

Dunque emerge un dubbio di natura sanitaria, ma ancor di più di responsabilità nei confronti dei corridori. Oltre che della gente che, sempre seguendo le norme anti-Covid, proverà a inerpicarsi sulle strade del Tour. In particolare in vista delle tappe di montagna, sia sulle Alpi che sui Pirenei, in cui ci si gioca la conquista della maglia gialla.

In ogni caso non ci resta che incrociare le dita, nonostante in Francia la situazione sia tutt’altro che agevole con migliaia di nuovi casi di contagio ogni giorno. Dal proprio canto, i ciclisti possono solo fare ciò che fanno meglio, ovvero mulinare le gambe sui pedali e far sognare gli appassionati. Sarà il tempo del bis di Bernal o i suoi più accaniti rivali, in primis Richard Carapaz, riusciranno a sottrargli il trono?

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Fonte immagine: Wikipedia Commons

Francesco Cammuca