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Buffon e il suo umorismo da buffon….

Buffon e la gaffe che ha portato sfiga

Buffon

Gigi Buffon sicuramente voleva fare una battuta, a suo dire simpatica, ma ne è derivata una bufera di polemiche.

Il portiere certamente non ha considerato il peso delle sue parole, quando, qualche settimana fa, si è rivolto a un tifoso con gli occhi a mandorla, dopo la partita di Coppa Italia contro il Milan a San Siro: “Attento, hai il corona eh? Ti guardo eh”, per poi continuare: “Cazzo sei, di Wuhan?”.

Con queste parole Buffon si è reso protagonista di un video, divenuto subito virale sui social, al quale sono seguiti accesi dibattiti.

Le affermazioni di Gigi sono risultate di cattivo gusto e poco delicate rispetto agli episodi di razzismo verso gli orientali ai quali si stava assistendo.

Proprio i cinesi, sono stati additati, da gente poco intelligente, aggiungiamo noi di Hibet, come portatori del virus che tiene in ostaggio l’Italia.

Il giornalista Maurizio Pistocchi ha subito commentato con un tweet: “1380 vittime in tutto il mondo, oltre 64mila contagi. C’è da piangere, la gente ride”. Numerosi utenti hanno commentato il post, scagliandosi contro Buffon, altri invece ne hanno preso le difese, provando a sminuire l’accaduto.

Certamente improvvisare una pseudobattuta sul Coronavirus nei giorni in cui echeggia la psicosi in tutto il mondo, non è stata un’idea felice!

Ricordiamo infatti che successivamente all’episodio, sono state rinviate delle partite, mentre altre si sono giocate a porte chiuse. Fino alla difficile situazione a cui siamo arrivati oggi: campionato sospeso, così come tutti gli eventi sportivi. Per ulteriori approfondimenti potete leggere il nostro articolo: Coronavirus: stop al campionato in Italia.

Una frase poco delicata anche nei confronti delle molte vittime decedute in Cina ed in Italia.

Non sarà stato Buffon a portare “iella” all’Italia, con una battuta infelice?

Il karma, Gigi, il karma, ha fatto il suo corso!

Maria Caterina Crugliano

Scritto da Maria Caterina Crugliano

Copywriter dell’ironia. I miei genitori devono ancora capire che lavoro faccio. Penso quindi scrivo (e rido).