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Papu Gomez idolo di Siviglia: “Qui si sta da Dio”

L’argentino dimentica l’Atalanta

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Fonte immagine: Twitter

Il Siviglia è una delle più belle sorprese di questa stagione, almeno per quanto riguarda il calcio spagnolo. La formazione andalusa è in piena corsa per la vittoria del campionato, pur trovandosi in quarta posizione. Grazie a un girone di ritorno straordinario, i biancorossi si sono riportati a ridosso delle tre grandi della Liga, ovvero la capolista Atletico Madrid e gli storici rivali del Real Madrid e del Barcellona.

Tra i trascinatori di questo grande Siviglia spicca senza dubbio Alejandro Gomez. Nell’ambito del calcio italiano si è fatto un gran parlare del fantasista argentino – meglio noto come il Papu – soprattutto per via delle intemperanze con Gian Piero Gasperini nelle sue ultime settimane tra le fila dell’Atalanta. Ma ora sembra essere tutto superato e dimenticato, considerando la nuova vita spagnola dell’ex numero 10 nerazzurro.

Una nuova vita

Gomez ha parlato del suo ambientamento al Siviglia, una squadra che sembra fatta su misura per lui: “Teoricamente siamo vicini alla vetta. L’obiettivo della stagione è stato raggiunto. E per esperienza, preferisco vivere partita dopo partita. Abbiamo sbagliato solo una volta in campionato contro l’Elche, in Champions League con il Dortmund e in Coppa contro il Barça. In generale sono rimasto sorpreso dalla mentalità. Qui quando si segna un gol si continua ad attaccare. Il Siviglia è un club molto importante, ma non ha la glacialità e la freddezza dei grandi club. Siamo in una grande società, protetti come in una famiglia. Proprio come accade nei club più piccoli”.

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Il Papu ha dimostrato di aver dimenticato Bergamo e di essere totalmente proiettato nella sua nuova realtà: “Venivo da un altro calcio, ero radicato in un’altra realtà. Non è stato facile, ma Siviglia è una città affascinante. Noi argentini somigliamo molto agli spagnoli e questo aiuta. Dopo l’eliminazione della Champions League, la squadra ha iniziato ad allenarsi con più continuità e ciò mi ha permesso di tornare in forma e ho conosciuto meglio i miei compagni. Giocare mercoledì-domenica era più difficile. Adesso mi sono perfettamente ambientato”.

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