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Pallone d’Oro: quando la giuria non sa mai come decidere

Ogni anno un criterio diverso

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Fonte immagine: Profilo Instagram @leomessi

Alla fine ce l’ha fatta ancora una volta. Lionel Messi è il vincitore dell’edizione 2021 del Pallone d’Oro, il più ambito e importante trofeo individuale del calcio mondiale. Il fuoriclasse argentino se lo è portato a casa anche in una stagione in cui non ha dominato con il suo club, visto che quella vissuta con il Barcellona è stata forse una delle annate più complicate da quando la Pulce ha iniziato a giocare con i catalani.

Si tratta di un premio che Messi meriterebbe per il semplice fatto di essere ancora oggi, con ogni probabilità, il più forte giocatore in attività. Ma si sono visti storcere diversi nasi all’annuncio del vincitore di lunedì sera, visto che in molti davano Robert Lewandowski come candidato più accreditato alla vittoria. Se non altro perché l’edizione 2020, se non fosse stata annullata per via della pandemia, sarebbe andata quasi certamente a lui.

Non sempre vince il più forte

Ma in risposta a chi sostiene (giustamente) che il giocatore del Paris Saint Germain abbia vinto semplicemente perché è il più forte in attività, rispondiamo con un criterio seguito a fasi alterne dalla giuria del Pallone d’Oro: non sempre vince il più forte. Ce ne siamo accorti ad esempio nel 2018, quando Luka Modric si aggiudicò il titolo al termine di un anno che lo vide vincere la Champions League e andare in finale ai Mondiali.

Quel titolo fu palesemente scippato a Cristiano Ronaldo, che al netto del duello con Messi fu il migliore in assoluto sul piano dei numeri ma non fu premiato. Dunque in quel caso non vinse il più forte, ma il più vincente dell’anno solare. Cosa che non avvenne nel 2010, quando un Leo stratosferico sul piano individuale soffiò il premio in un colpo solo a due giocatori. Il primo era il compagno di squadra Andres Iniesta, laureatosi campione del mondo. L’altro era Wesley Sneijder che a differenza di Modric non arrivò solo in finale Mondiale, ma concluse lo storico Triplete interista.

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Dunque possiamo dire con quasi assoluta certezza che, al netto dei meriti dei calciatori, l’errore sta a monte. La giuria del Pallone d’Oro trovi un criterio coerente, altrimenti ogni anno ci saranno più discussioni che festeggiamenti.

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