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LE PAGELLE DELLA SERIE A: Squadra per Squadra

Fonte immagine: Pixabay

Campionato di Serie A finito. Finalmente potrebbe dire qualcuno. Perchè è indubbio che la seconda parte della stagione, quella dopo il lockdown, è qualcosa di talmente straordinario (nel senso proprio di fuori dall’ordinario) da lasciare persino qualche dubbio sui reali valori assoluti dell’anno sportivo appena concluso.

Proviamo allora a fare qualche valutazione generale, con una “pagella” squadra per squadra che tenga conto non solo della classifica finale, ma anche di quelle che erano le aspettative di inizio stagione e il percorso generale delle varie compagini.

 

  • JUVENTUS  6,5 – La nona sinfonia merita comunque e ampiamente la sufficienza, ma è indubbio che ci si sia trovati di fronte una delle Juventus più brutte degli ultimi anni gloriosi, salvata dalla classe e dal talento di Ronaldo e soprattutto di un Dybala che ad agosto scorso sembrava ormai con le valigie in mano (e chissà cosa sarebbe successo altrimenti). Sarri doveva vincere e convincere, ma ha vinto e non convinto. Tanto che la sua panchina è tutto fuorchè solida al momento. Ma c’è ancora la Champions davanti. Certo, nonostante tutto, sembra ancora una spanna avanti a tutti, soprattutto in prospettiva futura con una colonna di giovani pronti e diventare la nuova colonna portante dei bianco neri.
  • ATALANTA 9 – Quello che ha fatto vedere l’Atalanta in questa stagione è qualcosa di incredibile, una macchina da gol perfetta che ha sfiorato quota 100 e che in alcuni momenti della stagione è sembrata letteralmente imbattibile. Non fosse per qualche scivolone di troppo, avrebbe davvero potuto lottare per il titolo (forse anche meritato a dirla tutta). E il miracolo di Gasperini, è arrivato fino in Europa, con una folle stagione che potrebbe riservare ancora qualche sorpresa, per il 10 in pagella.
  • INTER 7 – La prima stagione di Conte di solito è la migliore, ma l’Inter che aveva preso in mano quest’anno non era decisamente pronta per il salto di qualità, tanto che si è dovuto ricorrere al mercato di gennaio per colmare alcune lacune. Stagione falcidiata anche dagli infortuni, che hanno reso evidente quanto la rosa fosse troppo corta per puntare a restare in corsa ovunque. Resta un secondo posto che, con qualche calo di tensione in meno e un pizzico di fortuna, avrebbe potuto anche significare lotta per il titolo. Pesa però, la diatriba finale di Conte che mette in dubbio il percorso futuro della società e della panchina.
  • ROMA 7 – Malgrado tutti i problemi, la contestazione per buona parte della stagione, alcune fasi di “non gioco” e sconfitte eclatanti, Fonseca è riuscito nell’impresa di portare la Roma al quinto posto, peraltro con un finale in crescendo che ha convinto tutti. Ci sono gli elementi, giovani, su cui puntare per il futuro. Ma c’è soprattutto il dubbio della società da risolvere, per sperare di fare qualcosa di più e di meglio il prossimo anno.
  • LAZIO 8 – Il voto è la media tra pre e post lockdown. Da 10 nella prima parte della stagione, dove sapeva solo vincere e convincere, da 6 nella seconda parte, dove le partite ravvicinate, una rosa corta e qualche elemento non in condizione (oltre forse a un po’ di peso sulle gambe per l’obiettivo fuori portata), ne hanno compromesso il cammino. Il risultato però è una Champions per nulla scontata a inizio anno, oltre al record di Immobile.
  • NAPOLI 6,5 – Vista la rosa, non si può classificare come positiva questa stagione, che certo ambiva quanto meno a conquistare uno dei quattro posti di Champions. Qualcosa si è sicuramente inceppato a un certo punto, compromettendo la stagione in corso che poteva anche finire peggio, non fosse per il miracolo (mentale) fatto da Gattuso, che ha saputo non solo conquistare il trofeo di Coppa Italia (utile per l’Europa pure), ma anche rimettere equilibrio nello spogliatoio e costruire le basi per la prossima stagione.
  • MILAN 7,5 – Anche qua c’è da fare una media, perchè il Milan visto dopo il lockdown era da nove probabilmente. Merito di Pioli che ha saputo mettere finalmente tutte le pedine al posto giusto, ma merito anche di un Ibrahimovic che non solo ha dato il suo contributo sul campo andando addirittura in doppia cifra, ma anche se non soprattutto rimettendo a posto la testa di una squadra che sembrava allo sbando e che ora invece ha l’ossatura pronta anche per il salto di qualità nella prossima stagione.
  • FIORENTINA  6 – Non una gran stagione in definitiva, nonostante il finale abbia rimesso in sesto la classifica tanto da confermare Iachini anche per il prossimo anno. C’è di buono che, Ribery a parte, parliamo di una delle squadre più giovani della Serie A, destinata a fare sempre meglio. Da verificare però, quali e quanti dei suoi giovani pregiati restino in viola.
  • SASSUOLO 7,5 – Percorso in salita quello di De Zerbi, che però ha sempre mostrato un gioco aperto e divertente. Non è andato benissimo nella prima metà di stagione, è poi esploso nella seconda dove i suoi avanti si sono messi in mostra, chiudendo con un ottavo posto che è probabilmente la massima ambizione possibile per il momento.
  • BOLOGNA 7 – Una squadra che riesce non solo a salvarsi agevolmente, ma per alcuni tratti anche a sognare una zona europea. Il tutto pur con un record negativo da  33 partite sempre subendo almeno un gol, e metà campionato (più tutta la preparazione) affrontata senza il suo condottiero Sinisa, tenuto fuori dalla malattia che l’ha colpito dalla scorsa estate. Insomma, forse questo risultato è davvero come uno scudetto per come si erano messe le cose.
  • VERONA 7 – Juric si è trovato tra le mani un tesoro che ha saputo far fruttare come non mai. I colpi di Kumbulla e Ambrabat hanno di fatto risollevato un stagione che nelle prime giornate raccontavano di una retrocessione quasi certa. E invece la salvezza era già fatta praticamente dopo il girone di andata, salvo poi chiudere un po’ in debito nel finale, ma con un campionato nettamente oltre le attese.
  • SAMPDORIA 6,5 – Fosse solo per la parte di Ranieri, i blucerchiati sarebbero a ridosso dei piani alti. Ma la partenza con handicap (sono stati a lungo nelle ultime posizioni) ha pesato molto, e solo alla lunga sono riusciti ad uscire i valori comunque buoni della  squadra.
  • PARMA 6,5 – D’Aversa è riuscito a tenere in corsa il Parma per una lunga parte di stagione dove gli infortuni avevano praticamente falcidiato un intero reparto. Poi è venuto fuori questo Kulusevski che ha dato il via alla corsa emiliana verso la parte sinistra della classifica, persa poi in una seconda parte di stagione dove nonostante il recupero di molti giocatori, la squadra ha fatto nettamente più fatica.
  • TORINO 5 – Stagione letteralmente disastrosa, che ha portato non solo al cambio di allenatore, ma a una contestazione verso Cairo che non si è certo placata con una salvezza ottenuta solo nelle ultime giornate. Record di sconfitte storico sfiorato (ne mancava solo una), gioco assente, rivoluzione tattica tutta da valutare. E anche per il futuro ci sono molte incognite.
  • CAGLIARI 5,5 – A un certo punto sembrava la rivelazione del campionato, con Maran che dopo un avvio complicato aveva cominciato a vincere portando i sardi a ridosso dei piani alti della classifica. Poi più niente. L’esonero, l’arrivo di Zenga che certo non ha particolarmente giovato, ma un vantaggio per fortuna di sicurezza che ha lasciato un po’ di amaro nella stagione alla fine. Ora si ricomincia, da Di Francesco.
  • UDINESE 6 – Ancora una stagione difficile, salvata da un finale però in netto crescendo e qualche vittoria di prestigio che hanno fatto uscire i friulani dalla bagarre salvezza delle ultime giornate. Ma non può essere una stagione positiva questa.
  • LECCE 5,5 – Si era partiti con già la croce sopra di una retrocessione quasi scontata. Ma invece Liverani ha saputo costruire il suo gioco anche con una rosa non proprio al top. Tanto cuore soprattutto, che hanno portato i salentini a giocarsela fino agli ultimi novanta minuti, e ad avere anche qualche rammarico per qualche punto perso per strada che sarebbe potuto essere determinante.
  • BRESCIA 5 – Non c’è molto da dire a riguardo, la rosa non era abbastanza competitiva per la Serie A, e puntare tutto su Balotelli è stata sicuramente una mossa sbagliata in partenza. Non solo per i gol e il gioco che non sono arrivati, ma per le complicazioni che probabilmente hanno influito. Si riparte dalla cadetteria, con il bottino che arriverà da Tonali e la voglia di risalire al più presto.
  • SPAL 4 – Non era colpa di Semplici, questo è chiaro. Anzi, Di Biagio ha fatto anche peggio dal suo arrivo a Ferrara. Probabilmente anche in questo caso i valori in campo non erano sufficienti per  mantenere la categoria, e crollato l’argine la discesa finale è stata sconfortante.
  • GENOA 4 – Ma se per i ferraresi c’erano forse carenze tecniche, vedere il grifone ancora una volta lottare fino all’ultima giornata per la salvezza (era già successo l’anno scorso) è ancora più sconfortante. Errori tenici, errori di scelte, errori di gioco e di giocatori. Nicola porta a casa la baracca, ma il caos e la mezza rivoluzione fatta a gennaio per cercare di riparare, conferma che ci sono evidenti problemi a monte di tutto.

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