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Olympiacos nella bufera: festa per tre giocatori nonostante il lockdown

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Fonte immagine: Wikipedia Commons

Il mondo sta cercando di affrontare, nel migliore dei modi, un nemico invisibile e che si sta riaffacciando con la stessa ferocia e intensità dei mesi primaverili. Il Covid-19 non ci sta ancora dando tregua, a volte anche per la maniera improvida con cui alcune persone sembrano quasi fregarsene delle regole. Una situazione che purtroppo in Italia si vede con eccessiva frequenza, ma anche nel resto del mondo.

E il caso che stiamo per raccontare è avvenuto in Grecia, con l’aggravante che i protagonisti della vicenda sono persone particolarmente in vista. Tre calciatori dell’Olympiacos, infatti, sono stati beccati a prendere parte a una festa, nonostante l’orario non fosse quello consono per uscire. Anche perché, in quei giorni ad Atene e in tutta la nazione ellenica era in vigore il coprifuoco. Motivo per cui non era consentito uscire, se non per motivi di estrema necessità.

Violate le regole

I giocatori in questione rispondono ai nomi di Ruben Semedo, Bruno Felipe e Lazar Randelovic. Tutti e tre, come ha comunicato lo stesso club del Pireo, hanno ricevuto la massima multa consentita al club, per aver violato non solo il regolamento interno della società, ma anche le norme in vigore del Paese. I vertici dell’Olympiacos hanno anche svelato che il denaro ottenuto dalle multe verrà devoluto al servizio sanitario nazionale.

Il portavoce del governo greco Stelios Petsas non si è privato la possibilità di dare degli irresponsabili ai tre calciatori dell’Olympiacos, facenti parte del gruppo di 30 persone che avevano preso parte alla festa. Resta anche da capire se il club escluderà questi calciatori dai prossimi impegni in campionato e in Champions League, compresa la gara di fine novembre contro il Manchester City.

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