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Speciale NBA: i tifosi virtuali sui mega-wall, sedie distanziate ai time-out e… tutte le curiosità!

Fonte immagine: Wallpaperflare

Dopo tutta una serie di tira e molla che hanno caratterizzato gli ultimi 4 mesi o più meno dallo stop forzato, la NBA tornerà il prossimo 30 di luglio ad allietare le serate degli appassionati pallacanestro.

Serate per i tifosi d’oltre Oceano, certo, ma anche le notti dei nostri connazionali, non più costretti a levatacce per godersi lo spettacolo del basket professionistico statunitense.

Orari più consoni

Ebbene sì, tutte le partite concentrate in quel di Orlando, ci permetteranno di seguire le gesta dei giocatori più spettacolari del mondo ad un orario meno duro per noi europei, visto che la scelta delle teste pensanti vicine al Commissioner Adam Silver, ci risparmieranno tutti i match che cominciano dalle 04,00 del mattino in poi.

I tifosi di Lakers, Clippers, Houston, Denver, solo per fare qualche esempio, non dovranno più attendere le prime ore del mattino per applaudire i loro beniamini.

Non esiste più, quindi, almeno temporalmente, la distinzione tra la costa Est e quella Ovest, per cui basterà fare solo qualche piccolo sacrificio PRIMA di andare a dormire, per poi godersi almeno poche ore di sonno prima di andare a lavoro.

A ben vedere il calendario della NBA, le partite che si disputeranno nella tarda serata della Florida, partiranno al più tardi alle 03,00 del mattino orario italiano, non certo comodissimo, per carità, ma è già qualcosa.

Il regolamento

Abbiamo già parlato in queste pagine del regolamento che farà capo alla ripresa post lock down, ma una rinfrescata non fa mai male.

Si parte, come già fatto notare, il 30 di luglio, peraltro con un bellissimo derby che vedrà di fronte le due franchigie di Los Angeles, Clippers contro Lakers, in uno degli scontri più interessanti delle 88 partite di “regular season”.

Ridotte rispetto a quelle che si sarebbero dovute disputare nel caso in cui la stagione non si fosse interrotta, anche e soprattutto per il fatto che a Orlando saranno presenti 22 squadre, le cosiddette “Seeding Games”, si disputeranno nell’arco di sole due settimane, dal 30 di luglio fino al 14 di agosto.

Il 15 e il 16 ci sarà spazio per le Play-In, una sorta di spareggio tra l’ottava e la nona di ogni Conference, nel caso in cui tra le occupanti delle due posizioni non vi siano più di 4 vittorie di gap.

Il 17 agosto partirà il primo turno di playoff, che dovrà concludersi entro il 31, giornata in cui è previsto lo start del secondo turno.

Le finali di Conference sono schedulate invece a partire dal 15 di settembre, dalle quali usciranno le due finaliste, una dalla Eastern e una dalla Western Conference.

Atto finale a partire quindi dal 30 di settembre, la giornata in cui scatterà Gara-1 delle Finals.

Le curiosità

Ci sono parecchie cose da sapere, alcune delle quali venute alla luce solo pochi giorni fa. Proviamo ad elencare le più curiose.

  • I tifosi virtuali

Ci saranno dei mega videowall posti a bordo campo in ciascuna delle tre arene allestite per le partite che si giocheranno a Orlando.

La loro funzione, oltre che atta a soddisfare le esigenze di divulgazione (e con questo termine vogliamo intendere QUALSIASI tipo di divulgazione, visto che siamo negli Stati Uniti), verranno utilizzate per avere la possibilità di tenersi in contatto con un massimo di 300 tifosi scelti dalla squadra di casa.

  • Chi va, chi viene

È arrivato a Orlando anche Victor Oladipo, che in un primo momento aveva pensato di dare forfait, non solo ha ripreso ad allenarsi nella bolla, ma ha giocato anche nella prima partita di scrimmage, per cui sarà abile ed arruolato, anche se non ancora ufficialmente per le prime partite ufficiali di Disney World.

Sono di ieri le notizie dell’uscita dalla bolla di Lou Williams, parrebbe per motivi personali. È l’ennesimo giocatore che Doc Rivers perde dopo le defezioni di Beverley, Shamet, Harrell e Zubac.

Rientrate le preoccupazioni per Harden e Adebayo, presenti entrambi a Orlando per cominciare la seconda parte di questa tormentata stagione.

  • Jokic da guardia

Come già fatto notare qualche settimana fa, anche in virtù dell’incredibile perdita di peso di Nikola Jokic, dovremo abituarci a vederlo agire da guardia e non più da centro.

La conferma è arrivata dallo scrimmage contro i Washington Wizards, al termine del quale Jokic ha messo a referto 16 punti, 7 assist e 7 rimbalzi.

Partito vertice alto in quintetto nel quale si sono avvicendati vicino al ferro Bol Bol, Jerami Grant e Mason Plumlee, Jokic potrebbe partecipare ad uno starting five tra i più alti della storia della pallacanestro. Staremo a vedere.

 

  • Zion pronto per la prima

Zion Williamson, il jolly offensivo dei Pelicans, sarà disponibile e arruolabile per la prima partita contro gli Utah Jazz del 30 di luglio.

 

La NBA ha comunicato che dovrà osservare un periodo di quarantena di soli 4 giorni.

 

  • Le sedie distanziate

Sempre la NBA ha annunciato che durante i time out verranno predisposte delle sedie distanziate per permettere ai giocatori, ai coach e allo staff tecnico, di mantenere le distanze.

Al termine di ogni pausa, queste sedie verranno sanificate per essere pronte al successivo time out.

Un ulteriore segnale di quanto Silver tenga a cuore l’immagine che la bolla di Orlando darà all’esterno per salvaguardare la salute dei suoi protagonisti

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Fonte immagine: Wallpaperflare

Andrea Borea