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La nazionale degli esclusi: quanto sarebbe forte l’Italia dei rimasti a casa?

Come sempre le convocazioni lasciano qualche dubbio e tanti nomi che potrebbero formare una squadra parimenti competitiva

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Fonte immagine: Instagram

Non esiste convocazione delle nazionali per i grandi tornei che non si porti dietro anche una qualche polemica riguardo agli assenti. Da Pruzzo a Baggio, da Vialli a Beccalossi, sono tanti i nomi eccellenti che hanno fatto scalpore per la loro assenza.

A volte è andata bene (vedi Rossi al mondiale del 1982 che proprio al posto di Pruzzo ci regalò la Coppa del Mondo), altre molto meno. Ma intanto che aspettiamo nel vedere se Mancini avrà avuto ragione, quanto sarebbe forte l’Italia dei “rimasti a casa”? 

La nazionale degli esclusi

Tra i tanti nomi rimasti a casa, le combinazioni possibili per tirare fuori una extra-nazionale di tutto rispetto sono molteplici. Proviamo a metterne in campo una che probabilmente non sfigurerebbe. 

In porta naturalmente Alessio Cragno, uno dei pochi a salvarsi nella stagione del Cagliari e non a caso in ballottaggio fino all’ultimo proprio per presenziare a questi Europei. 

La difesa a quattro potrebbe avere elementi diversi. Sulle fasce non mancano le opzioni, con però Dimarco a sinistra assoluto protagonista nella sua stagione a Verona, così come il ballottaggio tra Lazzari e Calabria sulla destra ci lascia comunque contenti.

Al centro c’è Mancini come prima scelta, scartato solo sul filo di lana da Mancini, che a fianco può contare su l’esperienza di Romagnoli ma anche su un Gian Marco Ferrari che ha fatto un’ottima stagione con il Sassuolo. 

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Nel reparto di centrocampo invece abbiamo bisogno sicuramente di uno in fase di interdizione e qua certamente il meglio se l’è preso il mister azzurro. Possiamo però puntare su un Mandragora che dopo l’infortunio si è espresso di nuovo su ottimi livelli, oppure anche su Gagliardini che certo è una sicurezza nel ruolo. Per gli altri due posti altrettanti nomi che potevano certamente stare nella lista dei convocati: Soriano (stagione pazzesca a Bologna con 9 gol e 7 assist) e Castrovilli che può darci tanta dinamicità. 

Ci stava in realtà anche giocare con la linea a tre di trequarti, potendo contare su diversi nomi utili in quei ruoli, ma volevamo mettere in campo un tridente pesante come quello composto da Politano (apparso in gran forma e inspiegabilmente a guardarsi l’Europeo dal divano), Kean (giovane ed esuberante, ma decisivo quando ci si mette) e al centro un Caputo che anche in questa stagione si è confermato come uno degli attaccanti più prolifici (11 reti e 8 assist nonostante le tante assenze per infortunio). 

Ne mancano altri? Certamente, ma intanto questa formazione ci sembra molto interessante!

L’Italia degli esclusi (4-3-3): Cragno; Dimarco, Mancini, G.Ferrari (Romagnoli), Lazzari (Calabria); Castrovilli, Gagliardini (Mandragora), Soriano; Kean, Caputo, Politano. 

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La nazionale degli esclusi: quanto sarebbe forte l'Italia dei rimasti a casa?
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La nazionale degli esclusi: quanto sarebbe forte l'Italia dei rimasti a casa?
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La nazionale degli esclusi: quanto sarebbe forte una squadra fatta con i giocatori rimasti fuori dalla rosa dell'Italia scelta da Roberto Mancini?
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