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Naomi Osaka e il tributo a Kobe Bryant

Fonte immagine: Wikipedia Commons

Il terzo trionfo negli ultimi sette eventi del Grand Slam è senza dubbio il più bello. Vuoi perché lo hai portato a casa nel tuo Paese, negli Stati Uniti che tra Covid e disordini non se la stanno passando bene. Vuoi perché è surreale e ancor più intenso aver vinto in un campo circondato dal nulla, con spalti imponenti ma vuoti. Vuoi perché, prima di scendere in campo, ha sempre voluto rendere omaggio alle vittime delle ingiustizie di stampo razziale.

Tutto questo e molto altro riassume gli Us Open 2020 giocati al limite della perfezione da Naomi Osaka. La tennista statunitense, ma di chiare origini orientali, ha superato qualsiasi ostacolo le si sia parato di fronte. Doveva agli appassionati una finale, quella non disputata sempre a Flushing Meadows in quello che avrebbe dovuto essere il Masters 1000 di Cincinnati. In quel caso, Viktoria Azarenka vinse per via del suo ritiro.

Quattordici giorni dopo era previsto un rematch che di fatto era inedito. Osaka contro Azarenka, la possente Naomi contro la prorompente Vika. Ed è stata una grandissima partita tra due giocatrici di grande spessore. Una con alle spalle una grande carriera e un’altra pronta a raccogliere il testimone, in particolare della connazionale Serena Williams. E dopo un primo set perso tra grandi difficoltà, è arrivata la rimonta vincente.

La gioia, le lacrime, un trofeo da sollevare davanti a zero tifosi. E infine, la dedica: “Ho indossato questa maglia ogni giorno dopo le mie partite. Penso davvero che mi abbia dato forza. Sempre. Pensavo a tutte le volte che avevo visto i grandi giocatori lasciarsi andare a terra e guardare il cielo, Ho sempre voluto capire cosa vedevano”. Il destinatario è Kobe Bryant, una vera e propria fonte di ispirazione per la nuova campionessa degli Us Open.

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Fonte immagine: Wikipedia Commons

Francesco Cammuca

Francesco Cammuca

Scritto da Francesco Cammuca

Giornalista, 30 anni di vita all'insegna dello sport, tra ciò che si vede in campo e quel che lo circonda.