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Mirabelli non ci sta: “Questo grande Milan è merito mio”

L’ex direttore sportivo rivendica alcuni acquisti fondamentali

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Fonte immagine: Twitter

La squadra del momento nel nostro campionato è senza ombra di dubbio il Milan. Se la sconfitta maturata nel giorno dell’Epifania in casa contro la Juventus poteva far pensare a un calo, i rossoneri sono riusciti a reagire. E così, tra campionato e coppa Italia, è arrivata una doppia vittoria interna contro il Torino che ha restituito il sorriso alla formazione guidata da Stefano Pioli. E ora la volata verso il titolo d’inverno può cominciare.

Tuttavia, c’è qualcuno che vorrebbe prendersi parte della paternità dell’attuale progetto tecnico milanista. Stiamo parlando di Massimiliano Mirabelli, il tanto bistrattato direttore sportivo scelto da Yonghong Li per dare il via alla rinascita del Diavolo. Il dirigente calabrese arrivò insieme a un altro considerato il capro espiatorio, ovvero Marco Fassone. I due diedero vita, nell’estate del 2017, a una dispensiosa campagna acquisti.

Un grande lavoro

Arrivarono a Milano alcuni giocatori pagati tanto, ma incapaci di lasciare il segno. Su tutti i due attaccanti Nikola Kalinic e André Silva, quest’ultimo poi spedito in Germania nella trattativa che ha portato in rossonero il croato Ante Rebic. E anche altri elementi di dubbio valore come i vari Musacchio, Borini e anche Leonardo Bonucci, incapace di imporsi in rossonero e costretto, un anno dopo, a tornare alla Juve.

Ma Mirabelli non ci sta, e sottolinea il grande lavoro fatto da lui e Fassone. Soprattutto dal punto di vista della gestione finanziaria, a dispetto dei tanti acquisti: “Il vero problema era la società, la cui proprietà non risultava chiara alla gente. Noi dirigenti venimmo colpiti di riflesso.  Non viene mai messo abbastanza in risalto il fatto che noi salvammo un enorme patrimonio del Milan, rinnovando i contratti ai vari Donnarumma, Calabria, Romagnoli, Gabbia. E pure Cutrone: che poi, così, garantì una ventina di milioni quando fu venduto nel 2019. Quando arrivammo, trovammo tantissimi contratti in scadenza. Non era semplice, ma facemmo un lavoro egregio per il club”.

Acquisti importanti

E poi ci sono gli acquisti che, a distanza di qualche anno, si sono rivelati azzeccati. Parliamo di giocatori come Franck Kessie e Hakan Calhanoglu, divenuti inamovibili: “In quell’estate del 2017 prendemmo 11 giocatori nuovi, al 1° anno tornammo subito in finale di Coppa Italia e in Europa, e ancor oggi 5 o 6 titolarissimi sono della nostra gestione. Però io non avrei mai ceduto 2 giovani talenti importanti come Locatelli e André Silva, che ora segna in Bundesliga: e farebbe ancora comodo”.

Dunque Mirabelli non ci sta a sentir parlare della sua gestione come un totale fallimento. Attualmente il club è in mano a personaggi di spessore come Ivan Gazidis e soprattutto la grande bandiera Paolo Maldini. Ma si può dire che il calabrese, insieme a Fassone, hanno avviato il lavoro di oggi: “Con noi stava nascendo un bel Milan, verde e forte. La base l’abbiamo creata noi. Penso a tanti giocatori, ma come detto anche al patrimonio del club. Infatti se oggi la squadra è ai vertici, un buon 50% deriva dal nostro lavoro”.

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Fonte immagine: Twitter

Francesco Cammuca

Sommario
Mirabelli non ci sta: “Questo grande Milan è merito mio”
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Mirabelli non ci sta: “Questo grande Milan è merito mio”
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Massimiliano Mirabelli rivendica i suoi meriti nella corsa del Milan. Molti acquisti fatti dall’ex direttore sportivo sono ora decisivi per i rossoneri.
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