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Milena Bertolini e l’amore per il calcio

Quando finse di essere un uomo per poter giocare a pallone.

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Fonte immagine: Instagram

Essere una donna a volte non è così semplice, soprattutto se questo può andare ad intaccare il futuro lavorativo o le semplici passioni che ogni ragazza è chiamata a voler realizzare.

Un caso di questi, è stato proprio quello della Bertolini, ct della Nazionale Femminile, che per giocare a calcio, ne ha dovute inventare di ogni, e questo ci fa comprendere quanto difficile sia stato il suo inizio ed il suo esordio con la carriera calcistica da donna.

 

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Intervistata su Rai 3, a “Le Ragazze”, Milena Bartolini ha affermato: “Fingevo di essere un maschio per giocare a pallone. Eravamo undici contati nella squadra del torneo delle parrocchie, quando andavamo a giocare nelle altre parrocchie dove magari si accorgevano che ero una bambina. Perché spesso non se ne accorgevano coi capelli corti. Con i miei compagni eravamo d’accordo che al limite mi avrebbero chiamato con un nome da maschio. Il nostro allenatore, quando qualcuno diceva qualcosa rispondeva: ‘Ah ma non si può giocare perché c’è una femmina. Eh vabbé allora ce ne andiamo via tutti’. Così ci bloccavano e ci facevano giocare”.

Fortunatamente ha avuto accanto a sé un allenatore che l’ha sempre difesa e supportata e che non ha mai tollerato forme di discriminazione del genere.

 

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