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Zitti tutti, parla Mihajlovic: che retroscena su Totti e Donnarumma!

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Fonte immagine: Wikipedia Commons

Sinisa Mihajlovic, che sia stato un grande calciatore o un allenatore in costante crescita, ha sempre avuto un potere molto importante, che si è sempre giocato fuori dal campo. L’attuale allenatore del Bologna è sempre stato capace di essere persuasivo e soprattutto interessante quando racconta aneddoti o racconta la sua storia. Una storia complicata fin dalla giovane età, che si sta complicando con il tumore che lo ha colpito alcuni mesi fa.

Mihajlovic, in un’intervista per Sportweek, ha avuto tempo per raccontare alcuni aneddoti su giocatori che hanno fatto – o stanno facendo – la storia del calcio italiano, e non solo. In particolare sono due gli uomini di cui ha parlato l’ex giocatore serbo, ovvero Francesco Totti e Gigio Donnarumma. Due ragazzi che Sinisa ha visto crescere ed esordire, e per i quali prova una profonda stima per ciò di cui sono capaci.

Checco e Gigio, due idoli

Partendo da Totti, Mihajlovic ha speso parole importanti. In primis dai tempi dei suoi esordi in serie A con la maglia della Roma: “Sono stato io farlo lanciare in A da Boskov. È stato con Prosinecki il calciatore più forte con cui abbia giocato. Ha fatto 250 gol e più di 1000 assist. Guardando chi ha vinto il pallone d’Oro, fa effetto che non sia mai stato assegnato a lui”. E poi racconta un aneddoto di mercato: “Quando ha avuto problemi con la Roma, all’epoca di Carlos Bianchi, volevo portarlo alla Samp. Ma non voleva staccarsi dalla Roma”.

E poi c’è Gigio Donnarumma, il portierone del Milan e della Nazionale fatto esordire tra i grandi proprio da Mihajlovic. E su questo debutto in tenerissima età c’è un aneddoto, che Sinisa non poteva non raccontare: “In settimana informo Galliani: mi ripete tre volte se sto scherzando. Io ho deciso, non ho mai fatto questioni di età. A Brescia convinsi Boskov a far esordire Totti. In quel momento vedevo lo stesso futuro negli occhi di Donnarumma. Sabato Berlusconi viene a Milanello e io taglio corto: presidente, ci sono solo due possibilità. Lei mi esonera e allora gioca Lopez. Lei non mi esonera e allora gioca Donnarumma”.

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