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Roberto Mancini: dagli albori di una stella del calcio.

Uno dei più importanti allenatori d’Italia che mira al Gotha dei grandi C.T. della Nazionale.

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Fonte immagine: Instagram

Roberto Mancini è un uomo che si è sempre distinto per la sua bravura e le sue esperienze: oltre ad essere stato uno tra i più bravi calciatori italiani, ad oggi si configura anche come uno tra i più importanti allenatori di calcio, che vorrebbe adesso entrare nel Gotha dei grandi c.t. della storia della Nazionale.

Tuttavia, come per ogni cosa e personaggio di grande spessore c’è chi lo riempie esclusivamente di elogi, riconoscendo l’ottimo lavoro fatto con la sua squadra, e c’è anche chi dice che tutta questa bravura che gli si attribuisce sia in realtà il risultato di pecche delle squadre avversarie.

 

Il suo rapporto da calciatore con la Nazionale non è stato dei migliori, non per una sua mancanza, ma per aver subito le scelte degli altri: nel 1990, Vicini lo tenne in ritiro 70 giorni, senza alcun margine d’azione. Quattro anni dopo, aveva accettato di sostituire Baggio e anche se a Stoccarda il Codino non c’era e i patti erano quelli, a giocare al posto suo fu messo Zola e proprio per questo motivo dirà addio alla Nazionale.

Da Juventino ad amante della Sampdoria, nel 1977 dopo un provino con il Milan andato bene, scoprì che la lettera di presentazione era arrivata ad un indirizzo sbagliato e questo gli costò una bella occasione.

 

La strada di un campione è spesso costellata da ostacoli, ma l’importante è non perdere mai la volontà e guardare sempre con speranza al lato positivo delle cose: un esempio ne è il suo rapporto con Gianluca Vialli, con il quale ha condiviso un progetto fondato su altruismo, amicizia, condivisione e lealtà: “La bella stagione”.

Per quanto possa essere stato definito come “cucciolo”, quando c’è da uscire gli artigli non si tira indietro: ricordate la lite con Maurizio Sarri? Quando quest’ultimo gli diede letteralmente del “frocio e finocchio”? le sue parole furono: l’omosessualità è come l’eterosessualità. Io sono per la libertà, in tutte le cose della vita. Ho vissuto molto male quest’ultimo anno di limitazioni, malissimo. E oggi penso, ancor più di quanto già pensassi, che le persone debbano essere libere, sempre. Non ho nessun tipo di problema»

 

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Fuori dal campo, uno tra i suoi hobby preferiti è il padel, scoperto al TC Aeroporto di Bologna, particolarmente apprezzato per la sua capacità di divertire e consentire progressi molto velocemente e dopo un allenamento di 3 ore si va a cena con gli amici.

A questo si aggiunge la sua passione nautica, possiede infatti uno yacht da 30 metri, il “Firefly”, sul quale si dice abbia convinto Bobo Vieri a firmare per la Lazio.

 

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