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Mai più annegamenti su Warzone: introdotta una nuova feature che migliora la qualità della vita

L’introduzione dell’acqua come vera e propria zona di scontri su Warzone è stata un’indiscussa novità di questo secondo capitolo del BR Activision.

Incubo di chi non riesce a visualizzare i nemici in apnea, e paradiso per chi cerca di seminare i propri cacciatori nell’oscurità degli abissi, il mare ed i canali che caratterizzano Al Mazrah ed Ashika Island sono ormai teatro di innumerevoli combattimenti, e di non poche caotiche “safe finali“.

Sin da quando è stata introdotta la meccanica del nuovo però, sono state innumerevoli le volte in cui i giocatori hanno finito di annegare sott’acqua. Nel gioco non era presente alcun indicatore, con la grafica che andava via via oscurandosi con il diminuire dell’ossigeno ancora nel petto del nostro personaggio.

A differenza del gas, quando si è sott’acqua non si perde la vita in modo progressivo. Da un momento all’altro invece, nell’istante successivo alla “fine dell’ossigeno“, il nostro personaggio passa a miglior vita, senza alcuna possibilità di appello.

Se la cosa è del tutto irrilevante nella fase iniziale della partita, di certo non si può dire lo stesso delle fasi finali. Sapere con precisione per quanto tempo restare al riparo negli abissi è infatti fondamentale per la buona riuscita di una strategia.

Nuova feature su Warzone: indicatore dell’ossigeno quando si è sott’acqua 

Da oggi sarà quindi possibile conoscere con assoluta precisione questo “momento“, visto che i devs hanno sensibilmente migliorato la “qualità della vita” in tal senso… Con un nuovo update hanno infatti introdotto una piccola barra verticale bianca sul lato sinistro dello schermo, utile ad indicarci la nostra personale “riserva di ossigeno” ancora a disposizione.

La barra andrà a consumarsi dall’alto verso il basso, e si andrà progressivamente a ricaricare una volta che la testa del nostro personaggio tornerà fuori dall’acqua. In questo modo, dovrebbe essere quasi impossibile lasciarsi distrarre dalle troppe informazioni dell’UI finendo annegati.

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A cura di: Powned

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