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Acerbi fa tremare la Lazio: il giocattolo si è rotto?

Fonte immagine: Facebook

Le cose in casa Lazio, almeno sulla carta, non potrebbero andare meglio di così. Quest’anno la formazione biancoceleste si è qualificata alla prossima Champions League al termine di un campionato che, senza l’interruzione per l’emergenza Covid, probabilmente avrebbe potuto regalare qualcosa di diverso. La squadra guidata da Simone Inzaghi si è espressa alla grande nello scorso campionato, con l’unico rammarico dato dal pessimo andamento in Europa League.

Tuttavia, stando alle voci che arrivano dal ritiro nella consueta “casa” di Auronzo di Cadore, sembra che qualche avvisaglia stia arrivando nel quartier generale laziale. In primis è stato proprio l’allenatore a lamentare una cattiva condotta della società in sede di mercato. Di fatto, i volti nuovi in casa Lazio sono rappresentati da alcuni giocatori al rientro dai rispettivi prestiti. Le uniche eccezioni sono rappresentate dall’argentino Escalante e dal veterano Reina, che farà da secondo portiere.

E mentre si attende da un momento all’altro l’arrivo dell’attaccante bosniaco Muriqi, che rappresenta una specie di risposta alla Roma e al suo condottiero Dzeko, gli acquisti necessari a rendere più profondo e competitivo l’organico scarseggiano. E Simone Inzaghi non le ha mandate a dire: “Quest’anno per noi sarà difficilissimo. Ne sono cosciente, così come lo è la società. Per questo mi sono stati promessi diversi acquisti. Con la società se ne sta parlando, siamo coscienti tutti che ne avremo bisogno”.

Queste parole non possono non essere viste come avvisaglie del fatto che anche il tecnico biancoceleste sia scontento del mercato. Ma non sono niente rispetto allo sfogo di Francesco Acerbi. Il difensore centrale è ormai da anni un perno dell’undici titolare della Lazio. E direttamente dal ritiro della Nazionale, dove ha ben giocato anche alcuni giorni fa contro la Bosnia, le sue parole tuonano in maniera dirompente nell’ambiente laziale.

Ho letto delle cose non vere, sia sull’offerta ricevuta che sulle cifre. Le cose si fanno nelle sedi opportune, non sui giornali. Credo di aver portato sempre rispetto giusto alla società, e mi aspetto un minimo che lo portino anche loro o che almeno se ne parli nelle sedi opportune. Mi ha dato fastidio e se è questo l’atteggiamento che hanno, forse il rinnovo non sarà più nella mia testa se vanno avanti così”.

Dunque Acerbi tuona contro la dirigenza della Lazio, in particolare contro il presidente Claudio Lotito e il direttore sportivo Igli Tare. E considerando le offerte ricchissime arrivate, ma rifiutate, per Milinkovic Savic e Luis Alberto, oltre alla necessità di puntellare ancor di più l’organico, la sensazione è che in casa biancoceleste le cose non siano così serene e tranquille. Il tutto mentre mancano circa dieci giorni al debutto stagionale.

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Francesco Cammuca