in

Lucarelli al Livorno calcio: sex after gol

Ok è giusto giocare e amare la propria maglia, ma Cristiano Lucarelli, ex giocatore del Livorno calcio, forse non l’ha preso troppo sul serio?

Oggi vogliamo ricordarvi propio di lui, Lucarelli, che dopo aver segnato un gol col Livorno calcio, per dimostrare l’attaccamento alla maglia amaranto, l’ha lanciata a terra e ha finto di farci l’amore!

Esultanza ignorante a luci rosse, anzi amaranto!

Cristiano si sa, ha da sempre una grande fede per la squadra livornese. L’ex calciatore infatti nel 2004 ha scritto con il suo procuratore, Carlo Pallavicino, un libro intitolato “Tenetevi il miliardo”, dove il calciatore dichiara l’amore per la squadra della sua città natale, il Livorno calcio, tanto da volersi trasferire anche a costo di dimezzarsi lo stipendio e scendere di categoria.

Ed è proprio quello che è successo nel 2003.

Infatti Lucarelli abbandona il club del Torino, nonostante si trovasse a competere nel campionato italiano di massima categoria, durante la stagione calcistica 2002-2003, per indossare la maglia amaranto della sua adorata città, il Livorno calcio, neopromosso in Serie B.

Così nel 2003 passa al Livorno, come desiderava da sempre.

Nella stagione 2003-2004, gioca in Serie B, partecipando a 43 partite e segnando 29 reti.

Quello stesso anno, Lucarelli non ha ottenuto per pochissimo il titolo di capocannoniere del campionato, ottenuto invece da Luca Toni, con le sue 30 reti.

Nella stessa annata la  sua squadra raggiunge la promozione in Serie A, campionato dal quale gli amaranto erano assenti da ben 55 anni.

Non è una roba comune, al giorno d’oggi, trovare un altro calciatore che rinuncia ai soldi e alla notorietà, come ha fatto Lucarelli, per la sua squadra. Sicuramente rimarrà nella storia del Livorno!

Per altre esultanze ignoranti raccontate da Hibet SocialCalciatori ai tempi del Coronavirus: Candela e il gol scudetto

Maria Caterina Crugliano

Scritto da Maria Caterina Crugliano

Copywriter dell’ironia. I miei genitori devono ancora capire che lavoro faccio. Penso quindi scrivo (e rido).