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Il libro di Gianni Minà su Diego Armando Maradona.

Una lunga e consolidata frequentazione personale si unisce alla narrazione giornalistica.

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Il libro di Gianni Minà su Diego Armando Maradona si configura come un connubio tra una lunga e consolidata frequentazione personale che si unisce alla narrazione giornalistica.

L’impatto emotivo quindi è forte: la sterminata bibliografia sul Pibe de Oro è scritta e raccontata da colui che l’ha posta al centro di una contestualizzazione del calcio che vide Maradona sul tetto d’Italia e del mondo, soprattutto durante la seconda metà degli anni Ottanta, quando il calcio era già un meccanismo che osannava i migliori ma li spremeva fino all’ultimo.

Secondo Minà sono due gli eventi che hanno giocato un ruolo chiave nella carriera del grande Maradona e che hanno contribuito a creare la sua figura di eroe: la finale mondiale in Italia persa contro la Germania a causa di un rigore inesistente dopo aver eliminato la predestinata Italia in semifinale (8 luglio 1990) e la cacciata di Maradona dal mondiale americano, per un controllo antidoping che rilevò nel suo sangue tracce di efedrina, sostanza contenuta in un medicinale che Diego aveva assunto per curarsi una bronchite (25 giugno 1994).

Voi direte, perché di eroe? Eroe contro il sistema dello sport contemporaneo, temerario nelle sue prese di posizione sull’Argentina dei generali, sui desaparecidos, le vittime della dittatura militare, sul rapporto con Cuba e con Fidel Castro. Prese di posizione a volte in contrasto tra loro, ma figlie di colui che a sua volta è stato figlio del pueblo, che ha pagato sempre per ogni suo gesto sbagliato, come il rapporto con la droga.

 

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La cocaina ha rovinato la sua vita, la sua carriera, il suo essere uomo e calciatore progressivamente. Ma un altro punto fondamentale della sua vita, fu l’amore che vicendevolmente si scambiò con il Napoli: si parla di un rapporto fatto di un affetto quasi soffocante, da cui el Pibe non riuscì a liberarsi anche in seguito alle decisioni di Corrado Ferlaino, che non volle mai cederlo all’estero, il Napoli prima di lui non aveva mai conosciuto e nemmeno immaginato simili trionfi nazionali e internazionali.

 

Ecco perché Maradona poteva affermare: “non sarò mai un uomo comune”.

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Fonte immagine: Instagram, Citazioni