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La medaglia di legno

Arrivare ad un passo dal podio olimpico è la cosa peggiore che possa capitare a un atleta. Vediamo le più dolorose delusioni azzurre.

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Fonte immagine: Facebook

Nella carriera di un atleta di alto livello esistono sogni e incubi. E soprattutto per chi pratica discipline poco conosciute, l’evento olimpico con scadenza quadriennale occupa i pensieri in maniera ininterrotta. E senza scadere nella retorica banalità, in ogni gara qualcuno resta fuori dal podio, spesso per un minimo dettaglio che fa la differenza, quel dettaglio che gli impedisce di coronare la carriera con la medaglia olimpica.

In alcuni casi però il quarto posto, ossia la cosiddetta medaglia di legno può essere più bruciante che mai. Nella storia dello sport italiano ci sono – ahinoi – diversi episodi in cui atleti azzurri sono arrivati a un cm dall’agognato traguardo. Senza voler essere eccessivamente masochista, anzi con la speranza di poter esorcizzare questo “incubo”, vediamo quali sono le Mdl più clamorose che, nostro malgrado, possiamo vantare.

 

1 – Le farfalle della Ginnastica Ritmica – Rio2016

 

Le azzurre restano fuori dal podio per 0.2 punti a vantaggio della Bulgaria in una gara in cui spesso i giudizi non rispecchiano ciò che accade realmente. E fu proprio questo il caso in cui le performance delle ragazze italiane avrebbero meritato un finale diverso.

 

2 – Vanessa Ferrari

 

Per lei il quarto posto è una vera e propria maledizione. E’ successo a Londra nel 2012 e poi a Rio quattro anni dopo. La trentenne di Orzinuovi non ha un bel rapporto con i giochi olimpici e anche nell’edizione in corso ha collezionato un quarto posto nella gara a squadre. Direi che basta, no?

 

3 – Federica Pellegrini

 

Si, proprio lei, la Divina. In una carriera scintillante in cui ha raccolto successi incredibili capita talvolta di mancare l’obiettivo medaglia. E’ successo a Rio nel 2016 nella sua specialità, i 200sl, preceduta da mostri sacri come Ledecky, Sjostrom e Mc Keon. Una piccola macchia in una carriera memorabile, coronata dalla quinta finale in 5 olimpiadi diverse nella stessa gara. Nessuna come lei.

 

4 – Petra Zublasing – Carabina 50 metri – Rio 2016

 

“Significa che sarò più fortunata in amore”: ha provato a consolarsi così Petra Zublasing, quarta nella carabina 50metri 3 posizioni. A proposito di amore, di sicuro è stato più fortunato il suo compagno, Niccolò Campriani, che in quella circostanza tornò a casa con ben due ori al collo.

 

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5 – Antonella Palmisano – 20 km di Marcia – Rio 2016

 

E giusto per restare in tema, un’altra gara sfortunata ha coinciso con l’inizio di una nuova vita. Al rientro in Italia ha trovato il suo compagno all’aeroporto con anello e mazzo di rose. Un bel modo per cancellare l’amarezza del bronzo sfumato.

 

6 – Alice Volpi – Scherma – Tokio 2020

 

La scherma è un serbatoio di medaglie inesauribile per l’Italia e in modo particolare nel fioretto abbiamo sempre dettato legge. E invece a Tokio l’Italia resta fuori dal podio della gara individuale  di fioretto femminile per la prima volta dopo 33 anni. Alice Volpi dapprima elimina Arianna Errigo e in seguito si fa sconfiggere in semifinale e nella finale per il bronzo con la beffa del 15-14. La consolazione arriva dalla gara a squadre dove le azzurre conquistano un bronzo che limita l’amarezza di una olimpiade stregata.

 

7 – Stefanie Horn – Canoa Slalom – Tokio 2020

 

Ci sono quarti posti che bruciano più di altri. E’ il caso della italo/tedesca Stefanie Horn che vede sfumare la sua prima medaglia olimpica per la bellezza (si fa per dire) di 2 decimi di secondo, peraltro a causa di un evitabilissimo errore nella prima fase di gara. Il destino prima o poi restituirà questo credito.

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