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LE MAGLIE PIU’ BRUTTE DELLA STORIA DEL CALCIO

Fonte immagine: tutte sotto riportate

L’attaccamento alla maglia è qualcosa di molto emozionante, per tifosi e giocatori. Ma ci sono casi in cui bisogna amare davvero molto la propria squadra per continuare a indossare alcune opere stilistiche (per dovere di sponsor il più delle volte) che sembrano uscite da un museo degli orrori.

La pioggia di critiche sulla presentazione della nuova maglia dell’Inter per la prossima stagione (che ha scatenato meme e battute anche sui social), è solamente l’ultima di una serie di creazioni che sono rimaste memorabili nella storia del calcio. E non in senso positivo. Proviamo a stilare una sorta di “Top10” di quelle che sono probabilmente tra le più brutte divise mai viste su un campo da calcio.

Doppietta del Napoli: 2014 e 1994

Vent’anni di grande calcio per i partenopei, per fortuna il più delle volte vissuti con la maglia azzurra addosso. Ma ci sono stati momenti particolari che forse non vogliamo ricordare. Era il 1994 quando venne presentata una terza divisa, con toni fortemente arancioni e un disegno grafico sulle spalle difficile da interpretare. Poi più recentemente, è toccata a una versione stile “militare”, anche se in realtà più che mimetizzarsi sembra risaltare in un caso completo di colori e curve. Per fortuna era solo la 4° divisa della stagione 2014-2015 e non venne quasi mai indossata realmente.

         

Fonte immagine: BlogspotIlPost

Bis anche per l’Inter: 1995 e 2020

Venticinque anni sono passati, ma lo sponsor è lo stesso così come i gloriosi colori che lo compongono. A dire il vero quel verde e il blu sbiadito della terza maglia nella stagione 1995, non rendono molto onore alla divisa (che del resto chiuse settima il campionato). Quella presentata ultimamente invece, richiama e accende se non altro proprio quel nero e azzurro propri della prima maglia, anche se il popolo della rete ha già decretato come fallimentare quel motivo a zig-zag in effetti un po’ estremo.

 

Fonte immagine:Il Post , Fanpage

Fiorentina 1992

Il richiamo al colore viola c’è sempre e non è nemmeno male. Il problema di questa maglia che la Fiorentina utilizzò nel campionato 92-93 è da ricercare probabilmente nell’ingenuità dello sponsor, impegnato a ricavare uno spazio bianco su cui risaltare, senza accorgersi però che quelle righe messe come freccia in realtà formavano fortuitamente delle vere e proprie svastiche in bella vista agli incroci. Morale, prima ancora di sollevare un polverone (immaginate oggi cosa sarebbe successo), si optò per un “total white”.

Fonte immagine: Sky

Roma 2021

La Roma ha avuto qualche stagione non proprio fortunata con le terze maglie, ma le vogliamo mettere da parte per guardare verso il futuro. E’ stata presentata infatti la maglia “pre-partita” per la prossima stagione. Che una cosa di buono in effetti ce l’ha: non la vedremo mai in televisione. A parte l’effetto psicotico nel guardare tutti questi quadrati, insieme, la parte peggiore è invece che avrà un accessorio coordinato: la sacca di allenamento dei calciatori.

                         

Fonte immagine: Sky , Sky

Hull City 1993

Andiamo all’estero però per trovare davvero il meglio del peggio. Era il 1993 quando in seconda divisione inglese i giocatori del Hull City scesero in campo con questa divisa che ricorda qualcosa a metà tra una tigre e un divano degli anni sessanta. E non vogliamo ricordare altro.

Fonte immagine: superscudetto

Athletic Bilbao 2003

Si candida al primato anche la maglia del Bilbao nel 2003, che vuole riprendere i colori storici del club (il bianco e il rosso) portando però un po’ di innovazione. Al bando le classiche righe verticali tanto noiose, via libera invece a queste macchie rosso acceso sparse per tutto il busto su sfondo bianco. Ottime per mangiare un hamburger senza timore di sporcarsi di ketchup, forse un po’ estreme per il campo da calcio.

Fonte immagine: superscudetto

Deportivo Palencia 2016-2017

Se poi volessimo spostarci sulle categorie inferiori, ecco allora che ne vedremo delle belle… o meglio, delle  brutte. Ma brutte davvero. Perché davvero non c’è modo di riuscire a trovare il lato positivo di veder il proprio team scendere in campo con una maglia che ricalca l’anatomia umana senza pelle. Giornate davvero difficili per quei ragazzi del Deportivo Palencia che sono dovuti scendere in campo così.

Fonte immagine: Sky

Jef United 2015 

Facciamo un salto anche nel paese del sol levante, dove il calcio è sempre di più un elemento importante per economia e società. Sul gusto estetico degli stilisti giapponesi però, avremmo ancora qualcosa da dire. Va bene rendere onore alla mascotte (un cane Akita) di casa, però forse qua si è un attimo esagerato…

Fonte immagine: superscudetto

Colorado Caribous 1978

Se potessimo fare un viaggio nel tempo però, non c’è dubbio che l’Oscar per la maglietta meno bella potrebbe andare ai Colorado Caribous, che nel 1978 si presentarono in campo con queste frangette stile cow boy, che però poco ci azzeccano con il calcio.

Fonte immagine: superscudetto

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