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La storia di Sara Errani non si cancella con una battuta

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Fonte immagine: Flickr

L’edizione 2020 del Roland Garros ci ha regalato una serie di storie e di emozioni che forse dimenticheremo con una certa difficoltà. Tra queste spicca senza dubbio quella che riguarda Sara Errani, su un campo in cui è diventata grande, sia da sola che al fianco della sua compagna di mille battaglie, Roberta Vinci. Su questo campo, la tennista bolognese è tornata a esprimersi a grandi livelli, quelli a cui ci ha abituato per anni.

È passata dalle qualificazioni, una lotteria non facile ma che ha saputo superare con esperienza e destrezza. Poi il debutto nel tabellone principale, con la schiacciante vittoria ai danni della portoricana Puig alla quale la Errani ha concesso solo tre games. E poi il secondo turno, la sfida tesissima contro l’olandese Kiki Bertens, numero 9 delle classifiche mondiali ma con un recente passato tra le prime quattro al mondo.

Una partita giocata alla grande da Sara Errani, al cospetto di una avversaria che gioca un tennis molto più potente e ficcante in tutti i fondamentali. Alla fine, l’esperienza e l’ottimo senso tattico hanno portato la bolognese al terzo set, perso solo con il punteggio di 9-7. Ma alla base, si sottolineano soprattutto le difficoltà al servizio della Errani, la quale più volte faceva fatica anche solo nel lancio della palla.

Le critiche non sono mancate, alcune delle quali si sono trasformate anche in attacchi personali. Ma la storia non si cancella con una giornata negativa, seppur in un fondamentale decisivo nel tennis di oggi. Nessuno tocchi Sara Errani, dunque. Se non altro per le emozioni che ci ha regalato in tutta la carriera.

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Fonte immagine: Flickr

Francesco Cammuca