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Gli USA invadono la Serie A: anche lo spezia parlerà americano

Roma, Bologna, Fiorentina, Milan, Parma e ora anche lo Spezia di proprietà USA

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Fonte immagine: Instagram

In principio fu la Roma di Thomas DiBenedetto, il primo a calarsi nella realtà del calcio di serie A in un 2010 nemmeno troppo lontano ma ormai ad anni luce dalla situazione economica di oggi.

Da allora, e in particolar modo negli ultimi anni, sono molti i club della massima serie che sono stati rilevati da imprenditori o fondi americani, dimostrando una sempre più diffusa intenzione nel trovare fortuna da queste parti. Una situazione piuttosto nuova da noi, ma che in Premier come in Ligue1 è già altrettanto consolidata (con buona pace di chi vorrebbe un magnate russo o uno sceicco arabo a far piovere soldi sulla propria squadra).

La Serie A a stelle e strisce

La prima fu la Roma si diceva, anche se poi lo stesso DiBenedetto passò presto la mano in favore di James Pallotta, a suo volta recentemente avvicendato da Dan Friedkin (per la gioia dei tifosi giallo rossi).

Poi fu la volta del Bologna, che rilanciò le sue ambizioni dalla serie cadetta grazie all’arrivo dell’italo canadese Joey Saputo. Un impero costruito sulle mozzarelle che è riuscito a riportare i felsinei nella massima serie e, almeno per ora, a mantenere quella posizione.

E più recentemente sono arrivati anche Rocco Comisso alla Fiorentina, che ha letteralmente rivoluzionato la piazza viola con nuovi sogni e speranze (e liquidità). Anche il Milan si tinge di stelle e strisce con il fondo americano Elliot, così come il Parma (acquistato dalla cordata del Krause Group) e in ultimo anche lo Spezia, che proprio in questi giorni ha ufficializzato il suo passaggio a Robert Platek.

Il sogno americano

L’intento dei nuovi acquirenti è chiaro: imporre una nuova idea di business che passi attraverso la rivalutazione di club (spesso storici) tramite diverse fonti. C’è ovviamente l’idea di comprare giocatori giovani e puntare sulle plus valenze. Ma anche la voglia di creare nuovi sviluppi intorno alla squadra, primo su tutti la creazione di un nuovo stadio che possa essere centro nevralgico anche per altre attività collaterali. Ma per molti si tratta anche di poter associare e rendere più riconoscibile il proprio marchio, specie in un territorio ricco di potenzialità (turistiche, economiche, culturali e umane) come il nostro.

Il che porta a pensare però anche a quanto in effetti i club acquistati abbiano dato una reale svolta alla loro potenzialità. Perchè appare chiaro che nessun americano è venuto qua per gettare soldi dalla finestra e tutti si sono poi rivelati particolarmente oculati nella gestione del budget di investimento.

Il Bologna di Saputo sta andando avanti a piccoli passi, senza nessuna follia sul mercato ma puntando su giovani che possano dare qualche ritorno. Idea molto vicina a quella che all’atto pratico ha provato a fare Comisso a Firenze, pur con qualche concessione più eclatante dovuta a una piazza che certo ha forti esigenze (e molte aspettative). Per tutte le due le squadre dell’appenino il punto di svolta sarà però l’eventuale stadio di proprietà (ancora nei meandri della burocrazia per tutte e due).

Anche il Milan dopo l’acquisto americano ha cambiato radicalmente approccio al mercato, con scelte più oculate e mirate questa volta (va detto, grazie anche al buon Maldini). E certo anche a Parma e Spezia non vedremo in ogni caso (anche se rimanessero entrambe in A), follie di acquisti. E a Roma, tutti sanno bene quanto sia stato venduto per far quadrare i conti di bilancio (anche se tutti sperano che ora gli errori fatti siano serviti da lezione).

Insomma le nuove proprietà americane portano speranza e nuove ambizioni, ma resta la consapevolezza che più di altri sono aziende che vogliono far quadrare i conti, venute qui per investire e trarne un certo profitto. Oggi e soprattutto domani.

E proprio domani, chissà che anche l’Inter non possa entrare nel club a stelle e strisce, visti i rumors che girano dopo la dichiarata (e obbligata) intenzione di Suning di passare la mano.

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Gli USA invadono la Serie A: anche lo spezia parlerà americano
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Gli USA invadono la Serie A: anche lo spezia parlerà americanoRoma, Bologna, Fiorentina, Milan, Parma e ora anche lo Spezia di proprietà USA
Autore
Cristian Lag

Scritto da Cristian Lag

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