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Perchè la regola dei 5 cambi nel calcio non va cambiata

Serie A
Fonte immagine: Flickr

Calcio: Se ne parla ormai da diversi giorni, specialmente dopo gli ultimi risultati arrivati in campionato. In particolare la vittoria in rimonta dell’Inter sulla Fiorentina, con due reti arrivate a ridosso del 90’. Stiamo parlando della regola delle cinque sostituzioni, applicata nella nostra massima serie dopo la ripartenza post-lockdown. Una regola che è servita soprattutto per garantire agli allenatori maggiori possibilità di scelta, in un periodo di scarsa brillantezza dei giocatori.

Nel frattempo, questa regola è piaciuta talmente tanto in sede federale, da essere confermata nella stagione che è appena cominciata. E le polemiche sono già apparse, soprattutto perché a quanto pare questa norma avvantaggia le grandi squadre. Per carità, senza questa estensione nel numero di sostituzioni probabilmente l’Inter non avrebbe avuto le forze da giocatori come Nainggolan, Vidal e Hakimi, quest’ultimo risultato decisivo con un assist nel finale.

Tuttavia, una norma del genere diventa importante, o addirittura fondamentale, proprio per la sua applicazione. Il momento storico non consente agli allenatori di contare su un numero abbondante di giocatori al massimo della forma. Anche perché l’emergenza Covid resta forte (si veda il caso Genoa). Per questo motivo, poter contare su 16 giocatori diversi in ogni partita, in vista anche di un calendario molto fitto, diventa una manna per gli allenatori.

Per carità, non tutti possono contare sulla rosa profonda di Inter e Juventus, ma bisogna comunque dire che la freschezza e lo smalto fisico rischiano di spostare molto di più delle skill tecniche. Specialmente in questo periodo in cui nulla è stabilito.

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Francesco Cammuca