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Non solo canto: Francesca Michielin ama il mondo dello sport.

I suoi interessi sportivi si sviluppano tra Juventus, Formula 1, roccia e surf.

francesca michielin sport
Fonte immagine: Instagram

Sapevate che la bravissima cantante Francesca Michielin che recentemente si è resa protagonista con Fedez sul palco dell’Ariston, con “Chiamami per nome”, nutre una forte passione per il mondo dello sport in tutte le sue varianti?

Già da piccola questa passione è stata sempre presente, praticando per tanti anni ginnastica artistica, poi l’amore per la musica.

“Avendo fatto tanti anni di agonismo con la ginnastica artistica, adesso il mio rapporto con lo sport è legato al fatto di sentirmi bene: lo faccio quasi tutti i giorni, tanto corpo libero. E poi ci sono sport che mi divertono tantissimo e che pratico in vacanza, tipo roccia e surf”.

Tra le sue campionesse preferite ce ne sono tante e afferma:

“Ovviamente una Ferrari: Vanessa. Lei e le altre della Brixia, dove si allenava e si allena ancora: so che sta provando ad andare a Tokyo nonostante non sia più una ragazzina e fa bene. Mi piacevano anche le ragazze della ritmica: le ginnaste sono molto coraggiose e ispiranti, le adoro: oggi più che mai c’è bisogno di donne come loro”.

Il suo lavoro nasce dalla sua storia di vita 

Quello che muove Francesca è la parità di genere e l’interesse incondizionato verso i più molteplici aspetti della vita, senza una distinzione fra “le cose da donna e le cose da uomo”, come ha voluto dimostrare a Sanremo, rendendosi protagonista di un gesto molto importante e altamente simbolico, regalando il suo mazzo di fiori al compagno di gara, Fedez.

La cantante spiega le sue motivazioni e afferma di lottare per un mondo migliore e rivela che quando era piccola amava andare a scuola con la maglia di Del Piero e le scarpette da calcio, oppure con i vestiti del fratello, poiché erano tutte cose che le piacevano, ma per le quali purtroppo veniva bullizzata dai bambini stessi, che non si sa come in certi contesti trovino la forza di essere pervasi da una cattiveria che è il riflesso di un’educazione che evidentemente ha peccato in qualcosa.

Ma Francesca non si è mai arresa, è sempre stata convinta e padrona del suo corpo, della sua femminilità che non manca mai di mostrare, anche senza il tacco 12.

Si dichiara infatti forte sostenitrice degli abiti unisex e sfoggia bellissimi outfit in tanti servizi in cui ha posato come modella, in barba alle signore del quartiere che la descrivevano da bambina come assolutamente mancante di grazie e finezza, soltanto perché amava giocare a calcio.

“ma perché non si può essere semplicemente se stesse, senza definizioni? Io ho giocato con le bambole tanto quanto a Fifa 2001! Eppure tutti mi chiamavano maschiaccio: cosa che mi ha ispirato per il titolo del podcast, assieme a varie ospiti ci chiediamo per cosa lottano le donne oggi e cerchiamo di capire cosa si può fare concretamente.”

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L’amore per il calcio e la F1 di famiglia.

“Calcio e F.1 in casa Michielin hanno le loro ritualità, Se vince la Ferrari siamo contenti, ma seguiamo anche Alfa Romeo, Red Bull, quando ero piccola mi piacevano Jaguar e Minardi perché c’era Alonso, l’altro mio idolo. Mio papà aveva preso una rivista con tutte le auto e i piloti e mio fratello copriva il nome e io dovevo indovinare chi fossero dal casco: non ne sbagliavo uno. Mi sono affezionata subito ad Alonso, lo vedevo sempre incazzato: è uno sportivo incredibile perché ti insegna che nella vita non conta vincere ma come affronti la gara. Non ha mai macchine buone ma lui continua…”.

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