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La generosità premia: i migliori delle Olimpiadi.

La storia di alcuni campioni vincitori della vera essenza dello sport, il fair play.

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Fonte immagine: Profilo Instagram @james_teagle

Lo sport non è fatto solo di competizione e di corse sfrenate verso la vittoria e le medaglie. Quello che lo caratterizza e che descrive la sua vera natura è l’educazione ai valori di quel mondo e quindi l’attenzione al fair play. Di campioni ne esistono e ne abbiamo celebrati molti per le loro gesta incredibili sul campo, ma non solo a livello di performance, bensì anche per quello che concerne l’altruismo e la generosità.

La storia è piena di questi esempi ed infatti ad alcuni di loro è stato riconosciuto questo merito con il Premio intitolato a Pierre De Coubertin: egli è stato il primo padre dei Giochi Moderni ed è proprio in suo onore che nel 1964 è stato istituito dal Comitato Internazionale Olimpico questo premio con lo scopo di individuare quegli atleti che rispetto ad altri riescono a distinguersi per il loro modo di essere realmente sportivi.

Uno tra gli esempi storici è quello di Luz Long che in pieno regime nazista diede un sacco di consigli al “rivale” in gara alle Olimpiadi, l’afroamericano Jesse Owens, consentendogli di vincere la medaglia d’oro nel 1936, dando inizio ad un’amicizia resistita anche ad Hitler e alla guerra.

Anche l’Italia ha avuto modo di distinguersi per questo, con Eugenio Monti, che rese possibile ai suoi avversari ai Giochi Invernali del 1964 di vincere l’oro, grazie ad un bullone che egli stesso gli fornì come ricambio di un pezzo arrugginito.

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In fondo, se non ci fossero queste piccole attenzioni, che poi portano a grandi risultati, si tratterebbe solo di “vincere facile” e quale sarebbe allora il merito e la soddisfazione della vittoria se non è stata ottenuta confrontandosi con armi pari?

 

La storia si ripete

Di questa idea si è dimostrato essere recentemente anche il maratoneta Diego Mentrida, quando durante il Triathlon 2020 ha notato che il suo “rivale” in gara l’inglese James Teagle, aveva sbagliato strada a meno di 100 metri dal traguardo: avrebbe potuto superarlo e vincere, ma che sapore avrebbe avuto questa vittoria?

Così ha deciso di rallentare cedendogli la sua posizione e arrivando terzo. Un ragazzo di 21 anni ha così dimostrato la vera natura e la vera essenza del mondo dello sport, affermando: “Se lo meritava”, dando a tutti una grande lezione.

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Fonte immagine: Profilo Instagram @james_teagle

Sommario
La generosità premia: i migliori delle Olimpiadi.
Titolo
La generosità premia: i migliori delle Olimpiadi.
Descrizione
Il fair play come valore che caratterizza il mondo dello sport, quello vero: la storia di alcuni campioni “generosi”.
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