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La filosofia di Muntari: “Grintoso in campo perché il calcio mi dà il pane”

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Fonte immagine: Wikipedia Commons

Sulley Muntari ha legato i migliori anni della sua carriera al nostro campionato. Le prime stagioni con la maglia dell’Udinese, dove è diventato uno dei perni della squadra capace di qualificarsi, per la prima volta nella storia, in Champions League sotto la guida di Luciano Spalletti. Poi l’approdo all’Inter, tra le cui fila si è ritagliato anche uno spazio non di poco conto una squadra capace di conquistare il Triplete.

Infine le stagioni al Milan, con la macchia nella sua carriera (e nella storia recente del calcio italiano) di quel famoso gol contro la Juventus che non gli venne mai convalidato. Ma il centrocampista ghanese ha comunque lasciato il segno, nonostante una tecnica non trascendentale e uno stile tutt’altro che aggraziato. Ma qual era il segreto di Muntari, che nel frattempo è tornato in patria per continuare a giocare? La fame.

Il segreto di Sulley

L’ex giocatore della Nazionale ghanese, attualmente in forza all’Asante Kotoko, ne ha parlato nel corso di un’intervista rilasciata in patria. E ogni volta che scende in campo, ripensa a com’era la sua vita prima di diventare un giocatore di primo piano: “Ho vissuto in una casa composta e mangiavamo insieme sia musulmani che cristiani, quindi se non mangiavo velocemente, non sarebbe rimasto nulla nel piatto. Quindi, è così che mi sono trasformato perché se vado a giocare a calcio, è lì che guadagno per mangiare quindi se mi fermo tutto sarò finito”.

Dunque la rapidità e la grinta con cui provava a mangiare più cibo possibile, è la stessa che ha sempre messo sul campo di calcio. E arriva anche una risposta a chi dice che sia cattivo: “Le persone che lo dicono non hanno molte cose da fare perché se hai del lavoro da fare non pensi a qualcun altro”.

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Fonte immagine: Wikipedia Commons

Francesco Cammuca