in

La difesa a tre e il mal di Champions

Fonte immagine: Flickr

Parliamoci chiaro: ormai tutti gli appassionati di calcio, dal vero addetto ai lavori al tifoso che guarda la partita al bar, si appassiona di tattica. Ormai leggendo i giornali, commentando i post sui social e chiacchierando con gli amici, non ci si limita più allo sfottò o all’esultanza per una vittoria. Lo diciamo da tempo e ce lo dicono da tempo, che gli italiani sono un popolo di allenatori di calcio.

A questo punto, perché non calarsi nel dialogo e dire la propria? Ma per farlo, bisogna partire da un dato statistico che, in quanto tale, è inoppugnabile. Ed è il seguente: la difesa a tre in Europa non vince mai. Può sembrare una frase avventata, un modo per denigrare un credo tattico sempre più dilagante – soprattutto nel calcio italiano – ma è un dato di fatto, per il quale basta andare a guardare l’albo d’oro delle competizioni internazionali.

Ci si renderà conto che tutte le squadre che hanno vinto Champions League ed Europa League prevedono una linea difensiva a quattro elementi. E gli ultimi esempi hanno dato la chiara misura di come sia ancora vincente l’adozione di questo schema di gioco, che prevede due soli centrali a difendere fissi e due terzini, sempre più dediti alla spinta e all’accompagnamento dell’azione offensiva.

Ce lo ha mostrato il Siviglia di Lopetegui, che nella notte di Colonia – con un bel po’ di fortuna – ha avuto la meglio sull’Inter targata Antonio Conte, che con il suo 3-5-2 non è riuscito a salvarsi dal possesso palla avvolgente degli andalusi. E ce ne siamo accorti anche l’anno scorso, quando il Chelsea portò a casa l’Europa League sotto la guida di Maurizio Sarri, dopo aver asfaltato in finale l’Arsenal di Emery, anch’esso ambasciatore della difesa a tre in quel di Londra.

Tutti esempi che ci danno la misura di un calcio che, almeno nei grandi appuntamenti, si basa su tratti molto chiari e legati a un passato vincente e divertente. Del resto, uno dei maestri del calcio recente come Pep Guardiola lo sta provando sulla sua pelle. Il 4-3-3 di Barcellona, con Dani Alves e Abidal terzini e con un centrocampo robusto e fantasioso alle spalle del tridente, ha devastato il mondo. Il 3-4-3 adottato al Manchester City, con qualche falla soprattutto in difesa, in Europa non ha vinto mai nulla e anche in Inghilterra balbetta.

Proprio a proposito di Barcellona, uno degli ultimi esempi di squadra capace di trionfare con il trio di difensori è proprio quello catalano degli Anni 90. Quando in panchina c’era il leggendario Cruijff che mandava in campo i blaugrana con il 3-4-1-2. A comandare dalle retrovie c’era quello che ora è diventato il tecnico, Ronald Koeman, mentre a finalizzare ci pensavano due autentici geni come Romario e Stoichkov.

Dunque, almeno per il momento, la difesa a quattro asfalta quella a tre. Vedremo mai un’inversione di tendenza?

Se volete seguire altre notizie sul mondo dello sport cliccate QUI.

Fonte immagine: Flickr

Francesco Cammuca