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JUVE DA RIVOLUZIONARE: ecco gli errori da non rifare

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Fonte immagine: Instagram

Con la sconfitta casalinga contro il Benevento, la Juve può definirsi virtualmente fuori dalla corsa scudetto, costretta quindi a cedere, salvo clamorosi ribaltoni, lo scettro di campione d’Italia all’Inter di Antonio Conte.

Un ciclo di vittorie che quindi volge al termine del peggiore di modi, grazie ad una serie di errori evitabili che adesso il numero uno della “vecchia signora” Andrea Agnelli dovrà correggere per rilanciare il club. Ma cosa ha sbagliato realmente la Juve negli ultimi anni?

LA GUIDA TECNICA

L’errore simbolico fatto dalla Juventus è quello di non aver dato continuità ad un progetto, cambiando tre allenatori in tre anni:

Con l’addio di Allegri, la Juve è stata ben decisa ad attuare una rivoluzione in termini di gioco, scegliendo come suo successore Maurizio Sarri. Il tecnico ex Napoli però, non riuscirà ad incidere e ad imporre la sua idea di calcio, a causa della squadra che lui stesso definirà “inallenabile”. Mandato via Sarri quindi, la Juve ripiegherà su un profilo low cost anche a causa della crisi finanziaria dettata dal COVID.

Arriva così in bianconero Andrea Pirlo, grandissimo calciatore che però non ha mai allenato una squadra, e i risultati, fino ad ora, lo dimostrano. A questo punto sono due le strade da percorrere dalla società: continuare a credere nel progetto iniziato con Pirlo, concedendogli una seconda possibilità, o ripiegando su un profilo di allenatore più esperto, tenendo conto delle spese che ne conseguiranno.

LA ROSA E IL MERCATO

Se per ben tre anni chiunque abbia allenato ha faticato, è anche grazie ad una squadra costruita male:

Molti calciatori, infatti, non hanno una funzionalità tattica, e spesso e volentieri sono adattati in ruoli non propri. Esempi simbolici sono Bernardeschi, utilizzato come terzino, Danilo come terzo di difesa (ma anche centrocampista) e Kulusevski seconda punta o addirittura esterno a tutta fascia. A questo va aggiunta la scarsità di alternative in alcuni reparti: in attacco, ad esempio, c’è il solo Morata come prima punta, mentre a centrocampo non c’è un “vice” di Arthur nel ruolo di regista. Infine, non è da sottovalutare l’aspetto che riguarda il monte ingaggi, troppo elevato considerando la crisi finanziaria e il modo in cui i giocatori sono amalgamati nel sistema di gioco.

C’è tanto lavoro da fare quindi per Paratici e co., costretti ad aggiustare diversi reparti (centrocampo in primis) con diversi elementi funzionali al gioco dell’allenatore, e allo stesso tempo sfoltire una rosa dai pesanti ingaggi.

ANCORA CRISTIANO?

Un ingaggio pesante è senz’altro quello di Cristiano Ronaldo, preso nell’estate del 2018 per tentare il colpo grosso della Champions League.

I risultati però diranno ben altro, e gli interrogativi sulla permanenza del portoghese si fanno sempre più insistenti: giusto che rimanga o che vada via? L’ambiente è molto diviso su questo aspetto:

Da una parte c’è chi ritiene che Ronaldo serva eccome alla Juve per rilanciarsi, costruendogli attorno una squadra degna del suo nome, dall’altra invece c’è chi vorrebbe mandarlo via, avendo fallito là dove avrebbe dovuto fare la differenza, cioè nella prestigiosa competizione europea.

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Se è vero che il valore di Ronaldo sia indiscutibile, è anche vero che, liberandosi dal suo ingaggio e cedendolo ad una certa cifra, la Juve risparmierebbe non poco a bilancio e potrebbe quindi piazzare con più tranquillità almeno due colpi sul mercato. Sia come sia, Ronaldo ha ancora un anno di contratto con la Juve, e non è da escludere che possa rimanere un altro anno alla corte della vecchia signora.

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JUVE DA RIVOLUZIONARE: ecco gli errori da non rifare
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JUVE DA RIVOLUZIONARE: ecco gli errori da non rifare
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Dopo 9 anni di successi, la Juve sembra aver finito il suo ciclo. Ecco come ripartire e cosa non bisogna più sbagliare
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