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Jorge Martin svela alcuni retroscena del suo MotoGP

Dimenticato il trofeo nel box a Doha e la gioia del podio.

jorge martin MotoGP
Fonte immagine: Instagram

Jorge Martin è stato leggenda: una partenza da brividi nella prima gara, pole position e podio nella seconda.

Probabilmente è per questo che preso dall’adrenalina ha dimenticato il trofeo nel box, come rivela lui stesso, affermando: “Ho lasciato il trofeo in Qatar, l’ho dimenticato bel box. Avevamo molta fretta di lasciare il circuito”.

Ma vediamo come sono andate le cose: la conquista della pole in 1’53’’106 può comportare una forte irrequietezza, ma anche il pensiero di dover affrontare la gara, la sera prima, è un che di fortemente ansiogeno.

Il campione infatti, ammette di avere avuto un pensiero fisso a tal punto da essersi ripercosso tutta la notte senza lasciarlo nemmeno riposare in pace, considerando la giornata molto impegnativa.

A tal proposito, Jorge afferma: “Ho dormito zero, è stata una notte quasi in bianco. Siamo arrivati in hotel alle 23:30 e non avevo mangiato. Dopo cena sono andato a dormire, ma mi ci sono volute due ore. Il giorno della gara mi sono svegliato alle 6:00 del mattino, ho dormito circa quattro ore.”

 

La quiete prima della tempesta

 

Proprio per questo ha necessitato di un po’ di riposo prima di partire.

“Il mio manager, Albert, mio padre, la mia ragazza Anabel erano preoccupati. Mi hanno detto “vai a dormire un po’ in ufficio, non puoi correre in questo modo”. Mi sono riposato un po’ prima della gara, ho preso un bel caffè, sono riuscito ad essere competitivo e resistere per tutta la gara.”

Nonostante abbia dato il massimo, il secondo posto è finito nelle mani di Johann Zarco, ma il campione la prende sportivamente e afferma: “Penso che in questo momento sia uno dei migliori piloti in griglia. Sono molto felice di avere un pilota così competitivo al mio fianco, perché ti spinge a migliorare.”

Lui si dice orgoglioso del modo in cui è riuscito a piegare con la sua Ducati: “Ho visto le foto e sono incredibili, toccare con la spalla quasi a terra. Mi viene naturale, perché essendo un pilota più piccolo degli altri ho bisogno di abbassarmi di più in curva. L’unico modo per mettere il baricentro verso l’interno. La cosa buona è che non uso molta gomma con queste inclinazioni.

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Sicuramente parliamo di due grandi campioni e è difficile riuscire a comprendere quanta adrenalina scorra dentro di loro durante le gare e, dimenticare un trofeo, anche se prima tanto ambito, può di certo capitare.

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