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Jamie Vardy e i suoi esordi con la cavigliera elettronica

Era accusato di rissa e giocava in sesta serie

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Fonte immagine: Twitter

Jamie Vardy rappresenta in questo momento uno dei migliori centravanti attualmente in circolazione. Quello che sembrava il protagonista principale di una favola – quella del Leicester – destinata a svanire pian piano, è invece una solida realtà dal punto di vista della continuità sottoporta. E così, dopo aver resistito alle sirene che lo volevano al centro dell’attacco di una big, Vardy continua a sposare la causa delle Foxes.

Attualmente Jamie è tra i migliori cannonieri della Premier League con undici gol, due in meno del capolista Momo Salah. E sarà lui, insieme al suo “rivale” Harry Kane, a trascinare la Nazionale inglese quando ci sarà da segnare. Ma c’è stato un tempo in cui la carriera di Vardy non era così sfavillante. Sia sul piano realizzativo che soprattutto per quel che riguarda ciò che accadeva fuori dal campo.

Colpa di una rissa

Correva l’anno 2012, quando Jamie Vardy era ancora uno dei protagonisti del campionato di sesta serie in Inghilterra. Sembravano decisamente lontani i tempi in cui avrebbe shockato il calcio inglese, con i suoi gol a trascinare la favola del Leicester di Claudio Ranieri. Anche perché c’era un fedele compagno che lo seguiva in tutti i suoi movimenti in campo. Stiamo parlando di una cavigliera elettronica.

Vardy era obbligato a indossarla, in quanto cinque anni prima era stato arrestato a causa di una rissa, avvenuta fuori da un locale. All’epoca dei fatti, quando ancora lavorava in una fabbrica, Jamie intervenne nell’alterco per difendere un amico, Chris Szpajer, che giocava con lui nella squadra locale. Il suo intervento gli fu fatale sul piano giudiziario, in quanto Vardy subì la condanna a dodici mesi di carcere con la condizionale, sei mesi di libertà vigilata e, per l’appunto, l’utilizzo della cavigliera.

Ma quei tempi, per fortuna, sono ormai lontani…

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Fonte immagine: Twitter

Francesco Cammuca