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Ivan Ramiro Cordoba: auguri leggenda neroazzurra!

ivan ramiro cordoba - numero 2 dell'inter
Fonte immagine: *ivanramiroc

Quando sei alto appena 170cm è difficile, quasi impossibile, che tu faccia carriera nel mondo del calcio. Una regola è tale perché accompagnata sempre da un’eccezione e questa eccezione si chiama Ivan Ramiro Cordoba.

L’11 agosto 1976 a Rionegro nasce uno dei più grandi(ma non per statura) centrocampisti della storia del calcio. Le sue dimensioni non farebbero scommettere un euro sul suo futuro da calciatore, eppure i centimetri di altezza non contano davanti ad una passione smisurata, non classificabile numericamente.

Quel bambino era stato dotato di qualcosa di unico: una velocità straordinaria accompagnata da uno stacco aereo capace di toccare il cielo.

Innamorato da subito del pallone, gioca nei campi colombiani fino all’età di 22 anni, arrivando poi in Argentina, al San Lorenzo, dove inizia a farsi notare per le prestazioni.

Arriva poi l’anno 2000, il fatidico incontro che legherà il calciatore all’Inter per ben 12 anni. Da lì quei colori diventano per lui come un tatuaggio inciso nel cuore, condividendo gioie e dolori del club, dimostrando compostezza e soprattutto onore per la maglia.

Già quella maglia numero 2 indossata in Italia ma anche nella Nazionale Colombiana, dove assume un valore decisamente importante.

I Cafateros perdono Andres Escobar il 2 luglio del 1994, con sei pallottole brutali. Una camiseta che non poteva passare a nessun altro se non a lui, a Ivan Ramiro Cordoba, capace di far entrare la sua Nazione nella storia con un gol decisivo per la conquista della Copa America 2001.

Un anno dopo però, dopo la gioia arrivano le lacrime, quel 5 maggio 2002 piomba su di lui, spezzando il sogno di qualsiasi interista, come lui.

Ma l’amore, si sa, non è tutto rosa e fiori. El tractor attraversa anni di sofferenza (dal punto di vista calcistico) ma rimane fedele alla sua squadra. Una prova d’affetto che lo rende l’uomo numero 2 dell’Inter, dopo Zanetti, ovvio!

“I tifosi sanno che io per l’Inter ho dato e darei ancora la vita, perché io non ho lavorato per l’Inter io ho vissuto per quella società.

Parole che si sono rivelate vere con i fatti e che hanno saputo cogliere le soddisfazioni che ha meritato.

Perciò quel “Triplete” è anche suo, compagno fedele e guerriero instancabile.

Semplicemente il numero 2 leggendario del Meazza.

La prova che non tutti i gap sono incolmabili: cuore e spirito di sacrificio fanno veramente la differenza.

Un cuore che lo rende un grande uomo, oltre che calciatore. Tanto che l’uomo ha fondato un’associazione in aiuto dei bambini di Rionegro più bisognosi. A questi ultimi vengono garantiti beni necessari e la forza per credere in un futuro migliore.

Tutto questo è Ivan Ramiro Cordoba, “Non solo il difensore più veloce del Sudamerica. Il più veloce al mondo” (cit. Oscar Ruggeri).

Per altri uomini leggendari: Medaglia d oro olimpica per Jury Chechi

Fonte immagine: *ivanramiroc