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Italia, Spalletti: “Ho avuto poche partite, non è un fallimento”

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Luciano Spalletti commenta l’eliminazione dell’Italia da Euro 2024. Un risultato che, secondo le sue parole, non è poi così un sinonimo di fallimento: “Non è che sia un risultato così scandaloso come ora verrà fuori: la mia passione è sintomo di profondo rispetto per tutti, dimostro passione e mi prendo le responsabilità. E quando mi si dice che contro la Croazia abbiamo fatto una gara scandalosa rispondo no, oggi e contro la Spagna abbiamo giocato sottolivello. S’è passato un turno difficile meritatamente, ma ora bisogna rimettere mano nel telaio”.

A chi gli chiede se vuole continuare a essere il commissario tecnico dell’Italia dopo questa eliminazione, l’allenatore toscano ha risposto in questo modo: “Personalmente non mi cambia nulla, io ho la responsabilità di quello che è successo, i calciatori li ho scelti io, ed è chiaro che sono in un percorso dove devo fare delle conoscenze. Non sono contento della partita che abbiamo disputato, nemmeno di quella contro la Spagna. Sono soddisfatto parzialmente delle altre due gare, ma in queste siamo stati sottolivello”.

Italia, gli alibi secondo Spalletti

Spalletti sostiene di non aver fatto un percorso di preparazione così lungo rispetto ai suoi predecessori alla guida dell’Italia: “In questo periodo abbiamo cercato di fare degli allenamenti che avessero questo livello di intensità, di avere questo fortissimo recupero, e sotto questo aspetto le risposte non sono state soddisfacenti. Però poi sono calciatori che ho scelto io e ho la responsabilità di ciò che accade. Però questa cosa la devo dire, anche se può sembrare cercare gli alibi: prima di questa competizione gli altri allenatori hanno avuto 20-30 partite, io ne ho avute dieci e avevamo già il fucile puntato dicendo che dovevo vincere”.

Infine, dunque, si parla di futuro. Secondo Spalletti ci vuole tempo per poter fare delle scelte e poter plasmare una Nazionale che possa intanto centrare l’obiettivo della qualificazione ai Mondiali 2026: “Devo provare a fare anche delle scelte differenti. Quando pensi di poter andare sulla strada della qualità e poi nell’intensità non riesci a mantenerla è chiaro che un po’ di motore e un po’ di scocca va portato dentro. In alcuni duelli si va spesso in difficoltà e poi se devi coprire 80 metri di corsa vai in difficoltà”.

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