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Aiuto, ci siamo persi l’Italia!

La Nazionale campione d’Europa ripiomba nell’incubo. Servirà un altro passo per superare gli spareggi di marzo. Vediamo cosa ci attende…

Per l'Italia la qualificazione ai Mondiali è a marzo
Fonte immagine:  *Pagina Facebook Roberto Mancini

Al fischio finale del match con l’Irlanda del Nord la sensazione di smarrimento ha prevalso sul resto. E tutti a chiederci a dove fosse finita la splendida Italia che ha conquistato il titolo europeo in Inghilterra. In effetti tra l’emozionante squadra che ha alzato il trofeo al cielo di Wembley e quella smarrita di Belfast c’è un abisso. Col passare dei mesi gli azzurri hanno smarrito certezze e probabilmente motivazioni. Ma chi crede che la mancata qualificazione ai Mondiali sia figlia di una serata storta commette un grave errore.

 

Spirale negativa

 Storicamente, dopo una vittoria memorabile la Nazionale di calcio fa sempre fatica a ritrovare concentrazione, voglia, e motivazioni. Ciò che è accaduto alla squadra di Mancini è però riconducibile ad una serie molteplice di fattori. Non mi piace parlare di appagamento perché sarebbe irrispettoso. Inconsciamente è subentrata la convinzione, decisamente errata, di essere più forti di tutti. Ma allo stato attuale delle cose questo è un errore imperdonabile. E allora capita di pareggiare in casa con la modesta Bulgaria e di non riuscire a fare bottino pieno in Svizzera nonostante una partita controllata per lunghi tratti e un rigore fallito. Il canovaccio non è cambiato nemmeno nelle partite successive fino alla partita con l’Olimpico in cui anziché aggredire l’avversario ci siamo fatti irretire dalla Svizzera che ha messo in mostra tutte le nostre debolezze.

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Un passo indietro

 Ma come è possibile che la squadra di Mancini si sia involuta in modo così repentino? Le assenze non rappresentano un alibi ma possono fornire qualche spiegazione. Rispetto all’Europeo nella nefasta serata irlandese mancavano Chiellini, Spinazzola, Verratti e Immobile. Non meno importante l’assenza di Pellegrini, uno di quelli coi piedi buoni capace di verticalizzare con qualità. Contemporaneamente si è smarrito il faro del centrocampo azzurro Jorginho, probabilmente condizionato dai ripetuti errori dal dischetto. E Non è tutto. La fase offensiva è divenuta man mano lenta e prevedibile, la palla circola lentamente, Berardi Insigne e Chiesa non saltano mai l’uomo ed ecco che l’Italia è andata a sbattere sistematicamente sul muro irlandese senza dare mai la sensazione di pericolosità. In tutto questo anche lo scarso apporto degli esterni ha inciso, e nonostante l’ingresso di Belotti e Scamacca non è mai arrivata alcuna palla giocabile. Sensazione che non sarebbe stato sufficiente disporre di Haaland o Lewandowski per sbloccare il risultato.

 

Far dissolvere la nebbia

 E adesso servirà resettare completamente in vista dei playoff di Marzo e al momento, a voler essere ottimisti la buona notizia è proprio che mancano 4 mesi agli spareggi. Tempo utile per recuperare gli infortunati, le forze fisiche e soprattutto mentali. Mancini è una persona intelligente e sa che il problema esiste e va affrontato visto che l’Italia ha dimostrato di non avere un piano B e molto più realisticamente, non credeva nemmeno che fosse necessario dotarsene.

L’accesso al Mondiale in Qatar passa da un mini torneo che vedrà le 12 partecipanti divise in 3 gruppi, 2 teste di serie e due no che si affronteranno in semifinale. E i pericoli non sono pochi. Dal Portogallo di Cristiano Ronaldo alla Svezia che evoca oscuri presagi ma che potrebbe essere una grande occasione di riscatto. A patto di non sottovalutare nessuno perché per andare in Qatar la cosa più importante sarà, prima di tutto, ritrovare sé stessi.

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Fonte immagine:  *Pagina Facebook Roberto Mancini