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Ciro Immobile, auguri in ritardo!

Con le sue prestazioni Ciro Immobile è entrato nella storia del calcio

Ciro Immobile
Fonte immagine: goal.com

Chiamarsi Ciro Immobile vuol dire essere capitano della Lazio, vuol dire essere leader, vuol dire far entrare la palla in rete ogni volta che arriva tra i propri piedi.

Chiamarsi Ciro Immobile vuol dire essere al top tra i marcatori della Serie A.

Proprio in questa stagione con la Lazio, l’attaccante sta mantenendo ritmi inverosimili, nessuno aveva mai segnato più di 25 gol nelle prime 21 giornate di campionato. Nessuno oltre a Ciro Immobile.

Ma il calciatore di Torre Annunziata non sta facendo sognare solo i biancocelesti ma tutti gli appassionati di calcio. Nel pieno dell’esplosione del suo talento, sembra inarrestabile!

Ripercorriamo alcune tappe della sua carriera: a 17 anni viene acquistato dalla Juventus per giocare nella Primavera, per poi esordire in serie A nel 2009.

Ma è il campionato 2013-2014 a consacrarlo capocannoniere della serie A con la maglia del Torino, il primo dalla maglia amaranto a raggiungere questo traguardo dagli anni ’70.

Dopodiché passa per il Borussia, Siviglia e torna a Torino.

Il 21 agosto 2016 fa il suo esordio con l’aquilotto sulla maglia…il resto è storia. Una storia che stiamo vivendo e che ci lascia tutti immobili davanti alle imprese di Ciro Immobile, “Il Grande”.

Da pochi giorni l’attaccante ha compiuto 30 anni e non è mancata l’occasione di festeggiare in grande stile, come solo un fenomeno può fare!

Ma Ciro non è solo un campione in campo ma anche nella vita privata. Il marcatore più ambito della Serie A, si dimostra anche pieno di valori.

Dai suoi profili social e da quelli della moglie, Jessica Malena, si nota il suo attaccamento alla famiglia. Un legame inscindibile che manifesta non solo con la sua donna ma soprattutto con i suoi tre figli. L’ultimo nato, Mattia, è anche l’unico figlio maschio. Chissà se diventerà un giocatore prodigio, come suo padre!

Maria Caterina Crugliano

Scritto da Maria Caterina Crugliano

Copywriter dell’ironia. I miei genitori devono ancora capire che lavoro faccio. Penso quindi scrivo (e rido).