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È passato più di un anno e io devo lanciare nuovamente il grido d’allarme.

È passato più di un anno e io devo lanciare nuovamente il grido d’allarme.
Fonte immagine: *Pixnio.com

È ancora molto ampio il rischio che gli impianti sportivi possano ospitare un numero di tifosi pari al 25% della capienza degli stessi. Fermo restando che non sappiamo l’evoluzione della pandemia, al momento lo scenario pare questo. Cosa vorrebbe dire? Che per lo sport sopravvivere risulterebbe difficilissimo.

La stagione scorsa per molte società è stata un bagno di sangue, ma tanti hanno resistito nella convinzione che questa sarebbe iniziata come tutte quelle pre pandemia e, invece, non sarà così. Ok, il calcio di serie A con i diritti televisivi ne verrà fuori, anche se la biglietteria ha un suo peso, ma nelle altre categorie, e nelle altre discipline sportive, saranno dolori. Magari non nei motori, scusate la rima, ma per il resto notte fonda. Tanti giocatori di calcio, di basket, di volley e non solo, dovranno fare serie valutazioni sul loro futuro, perché dubito che i contratti saranno quelli del 2019 e, comunque, che verranno pagati con regolarità.

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Senza pubblico non si va avanti e, in assoluto, il mondo non va avanti al 25%, o al 50% delle proprie potenzialità. Addirittura, per rispettare un protocollo di sicurezza, rischiano di essere più le spese che gli incassi. Di chi è la colpa di tutto ciò? Del virus, senza un solo dubbio. Ma poi tocca al Governo decidere che cosa fare.

Non sarò certo io a discutere di una capienza, lo farà un Comitato tecnico scientifico composto da luminari, però, posso solo dire che se non si consente, legittimamente, per carità, l’ingresso ai tifosi, bisogna aprire il portafoglio. E non con ristori irrisori, ma consoni a non far saltare lo sport. Perché rischiamo che la generazione che ha perso due anni di scuola, perda pure la possibilità di competere in maniera sana con una qualsiasi disciplina sportiva.

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È passato più di un anno e io devo lanciare nuovamente il grido d’allarme.
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È passato più di un anno e io devo lanciare nuovamente il grido d’allarme.
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È passato più di un anno e io devo lanciare nuovamente il grido d’allarme. Un grido d'allarme per società e tifosi. Ma anche per molti sportivi che dovranno decidere sul futuro...
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