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Il sorriso di Cafù e le sue avventure in campo.

Una carriera ricca di trionfi e di simpatici aneddoti.

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Fonte immagine: Instagram

Una delle caratteristiche che ha sempre contraddistinto Cafù è il sorriso. L’ex terzino brasiliano resterà sempre uno tra i più forti e ad oggi dall’alto dei sui 51 anni ricorda alcuni momenti indelebili e che lo hanno segnato, come quello che riguarda il giorno del suo addio e lo scambio di battute con un arbitro, turbato dalla sua risata in un momento apparentemente triste:

“Perché al mio addio ridevo e non versavo lacrime? Perché Cafù non esiste senza sorriso. Pensa che anche un arbitro mi ha chiesto di smettere di ridere, perché ridevo sempre. Assurdo. Era la prima volta che mi chiedevano perché ridevo. Non avevo fatto niente. Me lo chiese senza un motivo. Io senza sorriso sono un uomo morto, ma lui mi ha detto di smettere, pensava forse che lo stessi prendendo in giro. E io gli ho risposto: ‘perché me lo chiedi? Dovrei piangere?’ Il sorriso mi rimarrà sempre, finché Dio vuole…”

 

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I meriti

 

Cafù è stato uno dei più grandi terzini destri della storia del calcio, nella sua esperienza può vantare due mondiali con il Brasile, essendo l’unico giocatore della storia ad aver partecipato a tre finali mondiali consecutive, alla Champions League con il Milan, le due Libertadores consecutive con il São Paulo, lo storico scudetto con la Roma e altri innumerevoli titoli che rendono Marcos Evangelista de Moraes Cafù uno dei campioni del mondo del calcio.

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