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IL SEGRETO DEL MILAN E I 60 ANNI DI DIEGO

Il Milan tra Pioli e Ibraimovich.
"File:Dnepr-Lazio (10).jpg" by Станислав Ведмидь is licensed under CC BY-SA 3.0

Il segreto del Milan?

Stefano Pioli.

Si, lo so, tutti avreste risposto Ibraimovich, ma, appunto, non è un segreto.

Lui è l’ingrediente principale, un rum di qualità, invecchiato alla perfezione, ma il barman è il Mister che era ad un passo dall’andarsene e, invece, è rimasto a furor di popolo.

A Bologna lo ricordiamo innanzitutto come una bravissima persona e sicuramente come un buon allenatore, che ha davvero fatto tutta la gavetta.

Non a caso vinse il titolo nazionale con i “ragazzi dell’84”, Terzi, Meghni, qualcuno in serie A ci è arrivato, ma guardandosi indietro ci si rende conto che non era una squadra di stelle e che evidentemente la mano della guida dalla panchina si è fatta sentire.

E come giocatore era un difensore non certo dal piede fatato, tanto che raccontò alla stampa felsinea di quando arrivò alla Juventus e si trovò a palleggiare, così, per gradire, con Platini.

“Mettici l’emozione, i piedi che erano quelli che erano, Michel disse a Trapattoni di mandargli un altro perchè così non riusciva ad allenarsi bene. Il Trap senza battere ciglio si mise a palleggiare con me per farmi migliorare”.

E comunque Pioli da calciatore la sua carriera più che discreta l’ha fatta, poi se i paragoni sono Gentile e Cabrini, vabbè, lasciamo stare…

Sono certo che con Ibra, al Milan, sappia dialogare come ha fatto con Alino Diamanti, che di quel Bologna era la stella.

Altro che la solita balla del “siete tutti uguali”, c’è chi ha un credito maggiore rispetto ai compagni di squadra, e a volte è dato dal destino, in termini di talento, a volte dall’ applicazione, a volte dal carisma.

Ecco, nel dubbio Ibra unisce tutte queste caratteristiche e diventa fisiologicamente irrinunciabile.

Pioli debole?

No, fa quello che faremmo tutti noi al cospetto del campione svedese: lo asseconda.

E questo non è segno di debolezza, ma di intelligenza.

Il segreto è far capire ai compagni di squadra che con lui si vince, nel caso non fossero furbi e non lo avessero capito da solo.

Mi raccontavano tempo fa di Alberto Bigon, il padre del D.S. Del Bologna Riccardo, che una volta, a fronte dell’ennesimo ritardo di Maradona, cominciò a dire a tutti i giocatori: “Basta! Questa volta sta in panchina, qui siete tutti uguali!”.

Poco prima della partita Diego si presentò nello spogliatoio e furono proprio i compagni a dargli la maglia.

“Mister, qui siamo tutti uguali, meno uno…”.

Il talento ti fa partire davanti agli altri, nella vita, ma se non lo sai gestire ti superano.

Ecco, “El Pibe” ne aveva talmente tanto, che se anche ha spesso frenato non lo hanno mai raggiunto.

A proposito, oggi compie 60 anni.

Confieso que he vivido, confesso che ho vissuto, scriverebbe Pablo Neruda.

Auguri al più forte giocatore della sua epoca.

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“File:Dnepr-Lazio (10).jpg” by Станислав Ведмидь is licensed under CC BY-SA 3.0 .

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IL SEGRETO DEL MILAN E I 60 ANNI DI DIEGO
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Il segreto del Milan?Stefano Pioli. Si, lo so, tutti avreste risposto Ibraimovich, ma, appunto, non è un segreto.
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