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Il rammarico di Rublev: “Si parla troppo di Djokovic”

Il russo vuole pensare a giocare

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Fonte immagine: Profilo Instagram @andreyrublev

Il grande tennis vedrà finalmente le prime luci del 2022 in un palcoscenico che è ormai consueto nelle prime settimane dell’anno. La città di Melbourne sta per aprire le porte ai più grandi giocatori in circolazione (fatta eccezione per qualche assenza forzata) per dare il via alla nuova edizione degli Australian Open. Sarà qui, tra un paio di settimane, che scopriremo quale sarà il primo campione dello Slam di quest’anno.

Tuttavia c’è ancora un caso a tenere banco e probabilmente resterà in cima ai topic ancora per diversi giorni. Stiamo ovviamente parlando del caso che vede come assoluto protagonista Novak Djokovic, il quale potrebbe aver ottenuto l’accesso in Australia in maniera illegale o comunque aggirando le norme di igiene e di sanità. Un caso del quale si sta parlando in maniera incessante da diversi giorni.

Rublev è già stanco

Di questo caso ha voluto parlare Andrey Rublev. Anche se il tenore delle parole del tennista russo non è inquisitorio o con toni di condanna: “La situazione con Novak è molto confusa. Non conosciamo tutti i dettagli. Da un lato c’è la legge federale del Paese, dall’altro, accordi personali tra Novak e il torneo. Però gli accordi personali non danno a un atleta il diritto di attraversare il confine, la legge del Paese è la legge”.

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Il secondo violino del tennis russo, dopo il numero 2 al mondo Daniil Medvedev, è in realtà molto stanco perché si sta parlando troppo di cronaca e pochissimo di tennis: “Non ho avuto problemi ad entrare in Australia perché mi sono vaccinato. Nessuno di noi vorrebbe finire in una situazione come quella che riguarda Novak. Posso solo alzare le spalle e rammaricarmi perché tutti discutono di queste cose, invece che di tennis”.

Non possiamo che dare ragione a Rublev.

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Fonte immagine: Profilo Instagram @andreyrublev