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Il Mondiale che rompe gli stereotipi

le sorprese del mondiale

E’ il Mondiale delle sorprese? No, non credo, è semplicemente il Mondiale che fa definitivamente crollare gli stereotipi, della serie “Io so io e voi nun siete un…”. Eh si, perché per decenni europei e e sudamericani guardavano gli altri come macchiette, specchiandosi più del dovuto. Poi sono arrivati gli africani e si sono dimostrati temibilissimi, ricordate il Camerun nel 1982? Certo, tutti di colore, con una fisicità notevole, ma che ad essa univano tecnica e tattica insegnata da qualche Mister europeo pronto ad emigrare, per trovare lo spazio che non trovava, o non trovava più, nel Vecchio continente. Sono intanto cresciuti gli americani, peraltro fortissimi per quanto riguarda il soccer femminile. Ricordo, per dirne una, la qualificazione ai Mondiali del 1974, ero un bimbo di cinque anni, la vidi in tv, e finì 10 a 0 per gli azzurri! 32 anni dopo, ai Mondiali 2006, 1 a 1. Adesso tocca agli arabi, ai giapponesi e, prepariamoci, presto anche ad altri. Del resto nel basket l’abbiamo vissuta al contrario, al Mc Donald’s open del 1987 i Bucks, in pantofole, ne rifilarono 40 ai campionissimi di Milano, pochi anni dopo arrivammo a giocarcela punto a punto. Nel 2004 battemmo il Dream team, una cosa che a raccontarla ti avrebbero pigliato per matto. Poi abbiamo portato qualche italiano in Nba e tanti europei. Oggi nel nostro continente giocano campioni (non comparse per vendere magliette) che provengono da ogni dove. Rassegniamoci a non sottovalutare più nessuno e in altri sport a non essere sottovalutati.

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Fonte immagine: *Rehan Rasheed / Shutterstock.com

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