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STORIE E CURIOSITÀ: il gol senza scarpa di Elkjær alla Juve

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Fonte immagine: Instagram

Si dice che il calcio italiano tocchi il suo apice tra gli anni ’80 e gli anni ’90, poiché a fronteggiarsi vi erano tante squadre ben preparate e che rendevano imprevedibile l’esito del campionato.

Non sono mancati, infatti, vincitori a sorpresa che sono entrati di diritto nella storia del calcio; un esempio è il magico Verona di Osvaldo Bagnoli, che nel campionato 1984-1985 vinse contro ogni pronostico, diventando, dopo la Pro Vercelli, la prima squadra di provincia a vincere il campionato italiano.

Come ogni momento storico del calcio, anche quel campionato ha un episodio simbolico che racchiude nell’immaginario collettivo quella straordinaria vittoria: stiamo parlando del gol di Preben Elkjær Larsen, segnato contro la Juventus in una maniera del tutto peculiare.

ANTEFATTI

Ai nastri di partenza per la stagione 1984-1985, la Juventus parte favorita in quanto campione in carica, con la sua principale stella, Michel Platini, fresco di titolo di capocannoniere e principale indiziato a vincere per il secondo anno consecutivo il pallone d’oro. Per provare a togliere il tricolore dalla casacca della vecchia signora troviamo l’Inter, il Napoli, trascinato dal neoacquisto Maradona, e la nuova Roma di Eriksson. A sorpresa però, troviamo anche il Verona di Osvaldo Bagnoli, reduce da tre campionati in cui la squadra ha ben figurato, piazzandosi sempre nelle zone alte della classifica. Gli scaligeri dimostrano di esserci anche per la corsa al titolo, acquistando due pedine che si mostreranno fondamentali per tutto l’anno: il mediano tedesco Hans-Peter Briegel e, soprattutto, il danese Preben Elkjær Larsen. I veneti, infatti, partono a mille, trovandosi in testa alla classifica dopo le prime quattro giornate. Parte in sordina invece la Juventus, che con due pareggi nelle prime due trasferte senza reti con Como e Avellino, si trova dietro gli scaligeri di due lunghezze.

LA PARTITA E IL GESTO TECNICO

Arriviamo quindi al fatidico 14 ottobre 1984, dove si gioca la partita Verona-Juventus, valevole per la quinta giornata di campionato.

La partita, a detta dei più, potrebbe essere decisiva per capire quale sarà l’andazzo per il campionato. Non sarà dello stesso avviso l’allenatore bianconero Giovanni Trapattoni, che per prevenire alle fatiche del turno di coppa dei campioni, decide di lasciare in panchina Michel Platini, sottovalutando in qualche modo i gialloblù. Mai errore fu più fatale: i ragazzi di Bagnoli impartiscono a quelli di Trapattoni una lezione di calcio, sbloccando prima il risultato poco dopo l’ora di gioco, con l’ex Giuseppe Galderisi, poi chiudendo i conti una ventina di minuti dopo, con un gol che entrerà di diritto nella storia della Serie A: da un lancio di Di Gennaro, Elkjær scatta sulla sinistra, resistendo a un tackle di Stefano Pioli, che gli fa perdere lo scarpino destro. Incurante, il danese continua la sua galoppata verso la porta, che concluderà proprio con il suo piede destro trafiggendo Tacconi. La partita finirà 2-0, con gli scaligeri che allungheranno in classifica, continuando un sogno che a maggio diventerà realtà.

LE DICHIARAZIONI FUTURE

Anni dopo, “Il cenerentolo”, soprannome che i tifosi veronesi diedero al danese, ricorderà quel gesto tecnico su “gianlucadimarzio.com”:

Mi accorsi subito di aver perso lo scarpino, ma in quell’attimo volevo solo tirare e fare goal, non ho calcolato null’altro. Anche il giorno dopo non ho pensato che fosse stata una cosa così originale, solo con il tempo mi sono accorto dell’importanza di tale gesto

Un’importanza tale che gli permise di sfiorare il pallone d’oro nel 1985, dove si piazzò al secondo posto.

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STORIE E CURIOSITÀ: il gol senza scarpa di Elkjær alla Juve
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STORIE E CURIOSITÀ: il gol senza scarpa di Elkjær alla Juve
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Ecco il racconto di uno dei gol più celebri nella storia del calcio italiano, segnato, senza scarpa, da Elkjaer al Verona ai danni della Juve.
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