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IL GIORNO DI MARCO BELINELLI

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Fonte immagine: Instagram

Domenica 27 dicembre sarà il giorno di Virtus-Olimpia, una classica del basket italiano.

E sarà anche il giorno dell’esordio in maglia bianconera di Marco Belinelli, fresco di ritorno dall’ NBA.

Mister Segafredo, Massimo Zanetti, patron della V nera lo avrebbe voluto subito in campo, appena arrivato, con Sassari, e la scelta di Djordjevic di non farlo entrare in campo gli era costata la panchina.

Nessuno aveva detto al numero 1 che Marco era assolutamente fuori condizione e necessitava di un mesetto per essere competitivo, quando qualcuno è andato da Sasha a chiedergli conto del mancato inserimento sul parquet pare proprio che lui l’abbia presa male.

“Niente ingerenze, grazie”, proviamo a rendere più morbido un diniego che supponiamo espresso con altri toni, poi la sconfitta con la squadra del mitico Pozzecco e l’esonero.

Tre allenatori cercati, così pare, tre no per differenti motivi e, allora, si è deciso di tornare sui propri passi.

Per la cronaca, mi dicono Obradovic, Scariolo e Banchi.

Ma alla fine Djordjevic è ancora seduto sulla panchina della Virtus e dal giorno del fattaccio non ne ha persa una.

Adesso disporrà anche di Belinelli, anni 34, quasi 35, specialista NBA, versione tiratore, che guadagna due milioni di euro come un certo Danilovic e che, modesto parere, inciderà molto meno.

Però il biglietto da visita è spendibilissimo, visto che in carriera ci mettiamo una gara del tiro da tre punti vinta e, soprattutto, un anello NBA.

Secondo me viaggerà tra i 10 e i 15 punti di media, sarà un buon acquisto, forse ottimo, ma pagato più del reale valore.

Gli scarichi di Teodosic gli apriranno delle autostrade, ma con quella coppia di esterni si apriranno anche delle autostrade in difesa.

Però non lamentiamoci del brodo grasso, la Virtus ha riportato in Italia uno che ha giocato nel campionato più bello del mondo.

A proposito, domenica Marco rivedrà, sulla panchina di Milano, Ettore Messina, con cui ha lavorato ai San Antonio Spurs e in Nazionale, ma che già lo monitorava quando era un ragazzino delle giovanili bianconere.

E io me lo ricordo, si, a 17 anni, nel 2003, dare il cambio a “Le Roi” Antoine Rigadeau.

Ebbi la sensazione che si trattasse di un passaggio di consegne e lo dissi in diretta tv, non lo fu perchè di li a poco la Virtus venne radiata e Belinelli finì in Fortitudo, poi in NBA.

Era magrissimo e giocò da playmaker, nel 2020 lo ritrovo muscoloso e guardia-ala piccola.

Fa effetto notare che di un giocatore vedi l’esordio e la fine della carriera, vuol proprio dire che stai invecchiando…

Anche Messina, 61 anni, me lo ricordo che allenava i giovani classe 1968, la mia, della Virtus, quando ne aveva 24.

L’aneddoto merita.

Dico a mia mamma: “Sai oggi giochiamo contro la Synudine, se magari faccio bella figura mi prendono”.

Perdemmo 265 a 10…

Tornai a casa e lei mi chiese: “Allora ti prendono alla Virtus?”.

“Sai mamma, non credo mica…”.

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Fonte immagine: Instagram

Jack Bonora

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IL GIORNO DI MARCO BELINELLI
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IL GIORNO DI MARCO BELINELLI
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Domani, 27 dicembre, sarà il giorno di Virtus-Olimpia, una classica del basket italiano. E sarà anche il giorno dell'esordio in maglia bianconera di Belinelli, fresco di ritorno dall' NBA.
Autore
Jack Bonora

Scritto da Jack Bonora

Jack Bonora, giornalista bolognese, 51 anni. Da 35 racconto quello che succede nel mondo, vorrei continuare...