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Valentino Rossi mai così male in MotoGP: siamo ai titoli di coda?

Non era mai successo di vederlo fuori dai punti in una gara, ma il declino è anche nei numeri.

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Fonte immagine: Instagram

Il nome di Valentino Rossi è probabilmente quello più conosciuto al mondo tra i piloti delle due ruote. Popolarità conquistata a suon di vittorie e di record, oltre che di longevità visto che con questa stagione della MotoGP, sono ormai ventidue le primavere in cui il numero 46 scende in pista. 

E ora, alla veneranda età di 42 anni, è arrivata la sua peggior prestazione di sempre: a Doha infatti, per la prima volta da quando gareggia non è arrivato nemmeno un punto in gara (salvo ovviamente cadute e incidenti vari). 

Il declino di Valentino

Intendiamoci, il solo fatto che fino a due stagioni fa (quando comunque l’anagrafe segnava già la sua entrata negli “anta”), fosse comunque riuscito a piazzare il suo casco almeno un paio di volte sul podio (finendo poi 7° il mondiale), la dice lunga su quanto Rossi sia un talento senza età.

Poi però, qualcosa è evidentemente cambiato. Un mix tra il tempo che continua a scorrere inesorabile, la moto che non è più quella di un tempo, e forse anche le motivazioni che vengono un po’ a mancare quando si arranca nel gruppo di coda. 

Morale, da dopo il ritiro di Misano dello scorso settembre, Valentino non più riuscito ad andare oltre il 12° posto negli unici quattro gran premi che ha disputato (negli altri era assente tra ritiri e infortuni vari). 

Il record negativo e la parabola in discesa

Fino appunto a Doha nell’ultima gara, in un week end che non solo l’ha visto partire in fondo al gruppo dopo delle prove disastrose, ma in gara è arrivato un poco dignitoso 16° posto che rappresenta un record a suo modo: Vale infatti non aveva mai chiuso una gara di MotoGP senza racimolare almeno un punto (non senza cadute almeno). 

E questo è per ora l’apice negativo di una parabola che però continua inesorabile da diversi anni. Si potrebbe persino dire da quando si è giocato per l’ultima volta il mondiale nel 2016. 

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Da allora sono costantemente diminuite le vittorie in stagione (l’ultima in Olanda nel 2017), così come i podi (6 nel 2017, 5 nel 2018, 2 nel 2019, 1 nel 2020). 

Ora le prossime gare potrebbero essere determinanti quindi per il suo stesso futuro, per evitare di chiudere davvero troppo indietro per quello che un campione come Valentino Rossi merita come finale, di quella che è una delle più brillanti carriere del motociclismo. 

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