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Iannone sulla squalifica: “Era già tutto scritto”

Parla il motociclista sospeso

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Fonte immagine: Profilo Instagram @andreaiannone

Andrea Iannone è costretto a continuare a parlare da uomo comune e non da pilota di moto. Un ragazzo che si è sacrificato fin da piccolo per correre: “La mia passione per il motociclismo è iniziata da bambino, avevo 3 anni. Penso che i miei genitori avessero sacrificato tutto quello che potessero sacrificare nella loro vita pur di dare a me la possibilità di perseguire questo sogno. Non c’è giorno in cui non ci penso, potevamo perdere tutto per colpa mia”.

Nel 2019 è arrivata la notizia della squalifica, in quanto nel suo sangue erano state trovate alcune sostanze non consentite. Un fulmine a ciel sereno per lui: “Penso di aver perso la mia vita ovviamente, mi svegliavo la mattina per allenarmi, andavo in moto. Quella è stata la vita che ho fatto sin da bambino fino a due anni fa. Quando te ne privano ti senti un po’ disorientato e ti chiedi ‘ma cosa è successo?’, tutto da un giorno all’altro”.

Iannone ripensa alla squalifica

L’ex pilota della Ducati non nasconde il fatto di aver fatto qualche pensiero brutto sulla decisione arrivata ai suoi danni: “Ho elaborato e capito con il tempo, già prima della sentenza avevo capito che questa era una cosa scritta e non è stato bello. Quando capisci le cose ancor prima che accadano non è mai bello perché ti chiedi come sia possibile che già sai come finisca e ancora debba esserci la sentenza”.

Ora però c’è da pensare solo al futuro, in cui lui si vede solo in sella a una moto. Tra un anno, in fondo, la squalifica sarà finita: “Io a fine 2023 finisco di scontare la squalifica, ma io non ho mai smesso di allenarmi, vado in moto quando posso. È un po’ complesso perché non ho la licenza, quindi devo trovare i giorni giusti per allenarmi con la patente di guida e non con quella da pilota, perché non ce l’ho più”.

Ci auguriamo di ritrovarlo al più presto in sella.

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Fonte immagine: Profilo Instagram @andreaiannone