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I Lakers hanno capito come sconfiggere i Nuggets

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Fonte immagine: Wikipedia Commons

La prima gara delle finali di Western Conference in NBA ha dato un verdetto che è facile da accettare e da comprendere. I Los Angeles Lakers sembrano inarrivabili per i Denver Nuggets, squadra che si è fatta apprezzare per il suo gioco particolarmente brioso e dinamico, con il genio di Nikola Jokic al comando. Tuttavia, contro i gialloviola visti in Gara 1 c’è davvero ben poco da fare, nonostante il grande impegno.

E il motivo del dominio che si è visto all’alba di sabato si spiega molto facilmente. La scelta del coach dei Lakers, Frank Vogel, è stata quella di opporre al dinamismo e all’imprevedibilità degli uomini di Mike Malone un quintetto estremamente fisico. La scelta di giocare con LeBron James in posizione di playmaker, sacrificando almeno dall’inizio l’estro di Rondo, si è rivelata decisiva. Con l’ex Cavs in cabina di regia, c’è stato spazio per il grande lavoro sotto le plance di Davis e McGee.

Ma se il grande ex di turno è stato ben arginato proprio da Jokic, ben poco c’è stato da fare per i Nuggets al cospetto di quella che, secondo noi, è la vera arma nucleare di questi Lakers. Anthony Davis ha dalla sua un potenziale offensivo spaventoso, considerando le dimensioni del suo corpo. Può attaccare il ferro, giocare in post, tirare dalla lunga distanza. Il tutto con la stessa naturalezza del movimento. Insomma, un fenomeno dal punto di vista offensivo.

Finchè Denver non riuscirà a disinnescare AD, si prospetta per i Nuggets vita molto breve in queste finali di Conference.

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Fonte immagine: Wikipedia Commons

Francesco Cammuca