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MALORE IN CAMPO: i casi più conosciuti

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Fonte immagine: Instagram

Lo spavento avuto di recente per Christian Eriksen, in merito al suo malore durante Danimarca-Finlandia, sembra destinato man mano a svanire. Il calciatore dell’Inter, infatti, adesso è cosciente e sarà monitorato accuratamente al Rigshospitalet di Copenaghen.

Di questi casi, sfortunatamente, se ne sono susseguiti tanti nel corso degli anni, e contrariamente a quanto successo con il calciatore danese, le cose non sono andate per il meglio.

Di seguito sono riportati tre casi che ne sono un esempio:

RENATO CURI (1977)

Non possiamo non cominciare da uno dei primi casi di malore in campo nella storia del calcio italiano ed europeo.

Renato Curi è nato ad Ascoli Piceno il 20 settembre 1953, e i momenti più importanti della sua carriera calcistica sono legati al Perugia, squadra con cui esordisce in Serie A. Proprio con gli umbri, si renderà protagonista nell’annata 1975-1976, in cui siglerà un pesantissimo gol alla Juventus che sancirà la vittoria dello scudetto del Torino.

Destino ha voluto che, due anni più tardi, Curi sia nuovamente protagonista, sempre contro la Juventus, ma non come tutti avremmo voluto: il 30 ottobre 1977, Curi recupera da un infortunio, arrivando a giocare l’importantissima partita contro la Vecchia Signora. Durante il corso del secondo tempo, però, sugli sviluppi di una rimessa laterale nei pressi del centrocampo, Curi fa uno scatto per raggiungere la palla, ma dopo pochi metri si accascia a terra. Inutili saranno le rianimazioni fatte in campo, con il calciatore che sarà dichiarato clinicamente morto all’arrivo in ospedale.

A Curi, successivamente, sarà intitolato lo stadio del Perugia.

ANTONIO PUERTA (2005)

Spostandoci all’estero, precisamente in Spagna, troviamo un altro caso ben conosciuto nel panorama europeo.

Antonio Puerta nasce a Siviglia il 26 novembre 1984, legando indissolubilmente la sua carriera proprio con la squadra locale. Con gli Andalusi, nonostante la breve carriera, riuscirà a vincere una Coppa di Spagna, una Supercoppa Spagnola ed Europea, ma soprattutto due Coppe UEFA nel 2006 e nel 2007, risultando decisivo nella prima edizione vinta con il gol siglato allo Schalke 04 in semifinale, spedendo di fatto il Siviglia nella finale poi vinta contro il Middlesbrough.

 

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All’apice della sua carriera, con interessamenti che arrivavano da club prestigiosi, Puerta venne colpito da un arresto cardiaco durante un Siviglia-Getafe di campionato, il 25 agosto 2007. Dopo essere stato rianimato con successo in campo dai compagni di squadra, Puerta sarà colpito da altri arresti cardiaci mentre verrà trasportato in ospedale. Tre giorni più tardi, con le condizioni in continuo peggioramento, Puerta morirà a soli 22 anni.

PIERMARIO MOROSINI (2012)

Concludiamo con il caso che ha segnato più di tutti l’attuale generazione.

Piermario Morosini nasce a Bergamo il 5 luglio 1984, cominciando la sua carriera calcistica nelle giovanili dell’Atalanta. Sarà in seguito acquistato dall’Udinese, squadra con la quale esordirà sia in Serie A che in Coppa UEFA nell’annata 2005-2006. Con i friulani, però, non sarà mai messo al centro del progetto, venendo spesso e volentieri mandato in prestito in squadre di Serie B. Nel gennaio del 2012, Morosini venne acquistato dal Livorno, squadra in lotta per non retrocedere in Serie B. Proprio la maglia amaranto sarà l’ultima indossata dal calciatore: il 14 aprile 2012, durante un Pescara-Livorno, condotto dagli ospiti per 0-2, Morosini si accascia a terra dopo vari tentativi di rialzarsi in seguito a un’improvvisa crisi cardiaca. Il calciatore venne trasportato in ospedale, dove morirà poche ore più tardi.

Diversi saranno gli omaggi al calciatore, arrivati da quasi tutte le squadre in cui ha militato. Sia Vicenza che Livorno, ad esempio, hanno ritirato la maglia numero 25 indossata da Morosini.

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