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Hauge racconta: “Che bello segnare nello stadio di Maradona”

Il norvegese svela di ispirarsi ad Hazard

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Fonte immagine: Twitter

Nel Milan che ha completato in testa il girone di andata di Serie A, c’è un giocatore che rappresenta nel migliore dei modi il concetto di gregario, pronto anche a farsi da parte per il bene della squadra. Stiamo parlando di Jens Petter Hauge, esterno di centrocampo norvegese che rappresenta una storia a dir poco particolare. Hauge è arrivato in rossonero dopo averci giocato contro, nel preliminare di Europa League tra i milanisti e il Bodo Glimt.

Il numero 15 a disposizione di Stefano Pioli era una delle punte di diamante della formazione scandinava, capace di dominare il proprio campionato. È arrivato al Milan in punta di piedi, ha conquistato tutti per la sua semplicità e per l’impegno che ha sempre messo in campo. E soprattutto perché è un talento silenzioso, disposto a tutto pur di dare una mano ai suoi compagni.

L’arrivo a Milano

Hauge ha rilasciato una lunga intervista per il quotidiano inglese The Athletic. Ha deciso di partire da lontano, ovvero dal momento in cui è arrivato al Milan per giocarsi le sue carte: “È andato tutto veloce. Mia madre pensava che fosse un grande passo per me trasferirmi a Milano e in Italia, una nuova lingua da conoscere e cose del genere. Abbiamo quasi 50.000 persone che vivono qui a Bodø. È un po’ piccolo, soprattutto ora che vivo in una grande città, quindi, ovviamente, è un grande cambiamento”.

E quasi sei mesi dopo il suo arrivo in Italia, Hauge sembra a dir poco felice: “Sono davvero contento della mia scelta, mi sto divertendo ogni giorno. Una nuova opportunità per me di imparare cose nuove sulla squadra, sulla lingua e sulla città. Sulla lingua posso dirti che all’inizio conoscevo solo alcune parole chiave del calcio in modo che potevo capire quello che veniva detto in campo. Quando senti i suoni e le parole ogni giorno inizi ad impararli molto velocemente. A volte Zlatan Ibrahimović traduce per me”.

Gli idoli di Hauge

Sono tanti i giocatori che hanno ispirato Hauge fin da piccolo. L’esterno milanista, però, ne individua uno in particolare: “Quando ero giovane ho iniziato a guardare i giocatori che erano bravi con entrambi i piedi. Sembrava una buona qualità da avere. Per tutta la mia vita ho usato sia il destro che il sinistro per tirare e passare la palla, quindi ora mi viene naturale usare entrambi i piedi. Didier Drogba, Frank Lampard, Juan Mata, quando sono cresciuto un po’ di più, ho iniziato a guardare Eden Hazard. È lui il mio preferito”.

Il momento più bello della prima parte di carriera di Hauge al Milan è senza dubbio il gol segnato contro il Napoli. Una rete preziosa in uno stadio che presto sarebbe stato intitolato alla memoria di Diego Armando Maradona: “È stata una serata fantastica. Ricordo di aver visto che le cose andavano bene per il Bodo prima della nostra partita, quindi ero abbastanza sicuro che avrebbero vinto il campionato. Concludere con un gol e ottenere i tre punti in uno stadio davvero difficile è stata una bella sensazione”.

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Fonte immagine: Twitter

Sommario
Hauge racconta: “Che bello segnare nello stadio di Maradona”
Titolo
Hauge racconta: “Che bello segnare nello stadio di Maradona”
Descrizione
Jens Petter Hauge svela la sua ispirazione che deriva da Eden Hazard. E parla del suo primo gol in serie A, segnato sul campo del Napoli.
Autore
Francesco Cammuca

Scritto da Francesco Cammuca

Giornalista, 30 anni di vita all'insegna dello sport, tra ciò che si vede in campo e quel che lo circonda.