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Hamilton-Verstappen, la guerra fredda

Dopo la collisione di Silverstone i due protagonisti del mondiale di F1 non se le sono mandate a dire. Ed è solo l’inizio.

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Fonte immagine: Facebook

A volte per scatenare una guerra basta un episodio, seppur banale e involontario ed è ciò che è successo domenica scorsa a Silverstone tra i due acerrimi rivali del mondiale di F1, Lewis Hamilton e Max Verstappen. Dopo una serie di gare in cui i due contendenti si sono sfiorati, battagliando curva dopo curva e sul filo dei millesimi nei turni di prove per la conquista della pole, nell’ultima circostanza è avvenuto il fattaccio che ai più sembrava inevitabile viste le premesse delle prime gare di questa stagione.

Leo Turrini, scrittore e giornalista nonché opinionista per Sky lo ha definito così: E’ stato come lo sparo di Sarajevo nel 1914, il colpo di pistola che innescò la Prima Guerra Mondiale”.

Ed è davvero difficile dargli torto visto che le schermaglie, in pista e fuori, non sono mancate in questa stagione. Ma riavvolgiamo il nastro.

Verstappen in questa stagione guida una Red Bull che in più di una circostanza si è dimostrata superiore alla Mercedes e fino a Silvestone viaggiava con un margine di 33 punti sul rivale inglese sette volte campione del mondo. Un vantaggio scaturito grazie a 3 vittorie consecutive nelle ultime 3 gare.

Il belga figlio d’arte sembra aver toccato il nervo scoperto del suo avversario riuscendo ad ottenere un numero maggiore di pole position e di vittorie, rifilandogli distacchi considerevoli e regalando a chi segue la F1, un dualismo degno dei tempi di Prost e Senna.

E infatti a molti il fattaccio di Silverstone ha ricordato il famoso duello di Suzuka del 1989 in cui entrambi finirono fuori pista dopo un impatto in staccata.

Max non l’ha presa bene e ha definito il rivale “scorretto e pericoloso” ma la risposta di Lewis non si è fatta attendere e nel post gara ha spiegato di non sentirsi in dovere di scusarsi anzi ha rincarato la dose: “Ora Max sa che rispetto a tutti quelli con cui duella, io non alzo il piede”. Un incendio a tutti gli effetti.

 

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Senza entrare nel merito di chi ha torto o ragione, questo dualismo ha scatenato le reazioni dei social, divisi tra chi sostiene che Hamilton sia “protetto” dalla FIA che lo ha penalizzato in maniera  poco severa e chi invece derubrica l’incidente a un qualcosa che avviene regolarmente durante le corse, anzi per qualcuno la manovra di ingresso in curva di Verstappen avrebbe “chiuso” lo spazio a Hamilton provocando l’incidente.

La penalizzazione di 10 secondi non ha impedito ad Hamilton di realizzare una rimonta epica sfruttando uno stint di gomme che gli ha consentito di beffare il ferrarista Leclerc a soli due giri dalla bandiera a scacchi dopo una gara vissuta quasi interamente all’inseguimento. Trionfo per l’inglese, parziale riscatto dopo la “delusione europea” dei suoi connazionali. Mondiale totalmente riaperto in attesa del prossimo “round” tra 10 giorni a Budapest, pista dove i sorpassi sono pressochè impossibili e il braccio di ferro continuerà senza esclusione di colpi.

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